Pasta al sale e mais.
Questa ricetta me l'ha postata una corrispondente di un'altra lista, che a sua volta l'ha avuta da una certa signora
tedesca. E' semplicissima e funziona, l'ho provata e ti dico di più, te l'assicuro.
Ingredienti: 1 tazza di sale, 1/3 tazza acqua. 1/2 tazza di maizena, 1/4 tazza acqua.
Scalda il sale con il 1/3 d'acqua fino a che non bolle. Togli dal fuoco e aggiungi la maizena e il 1/4 d'acqua. Mescola fino a che non si stacca dal tegame (usa un tegame antiaderente). Metti l'impasto su di un tavolo a raffreddare, quindi impastalo per alcuni minuti. Se risulta un po' molle, aggiungi altra maizena. Gli oggetti che fai puoi cuocerli in forno bassissimo o all'aria.
Ogni cuoco mette qualcosa di suo, allora ti racconto cos'ho fatto io:
1) a mia figlia non piaceva l'odore della maizena, ricorda la patata cruda,
allora ho aggiunto dell'aroma da dolci, nel mio caso limone, ed è andata liscia; 2) come ero solita a fare con la pasta al sale ho utilizzato il sale macinato finissimo (sale a velo), oppure ti consiglio di utilizzare il sale Gemma finissimo. Con quest'impasto ho lasciato giocare le mie bambine, e ho fatto delle piccole prove (delle roselline e delle coroncine con foglie e fiorellini). Una volta seccate non si sono ristrette come quella ricetta che avevo preso dal manuale della Fabbri della Elsa Susana
Zepela.
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Io ho due ricette prese su due libri diversi. Ho provato solo la prima che ha
ingredienti più semplici. Buon lavoro!
Prima: 250g amido di mais (Maizena), 500g colla vinilica diluita con 2-3 cucchiai di acqua,
35g crema emolliente per mani, 250ml acqua (1 bicchiere), 12 ml glicerina liquida (un cucchiaio).
Seconda: 2 bicchieri di farina di mais, 2 bicchieri di colla bianca (Vinavil), 5
cucchiai di vaselina liquida, un bicchierino d'acqua, 2 cucchiai di "porcellanizzatore".
Con 250g di farina ti viene moltissima pasta io poi ho ridotto gli ingredienti.
Per entrambe le ricette devi poi seguire i seguenti passaggi. In un recipiente antiaderente mescola amido, acqua, colla e glicerina fino
ad ottenere un composto senza grumi. Cuoci il tutto a fuoco basso per 10 minuti o
fino a quando non si stacca e diventa elastico e omogeneo. Farlo raffreddare su un piano appallottolandolo
con le mani e un po' di crema. Sembra difficile ma poi il risultato ti gratificherà: potrai fare fiori dai
petali sottilissimi che non si rovinano con l'umidità.
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Se pensate di utilizzare la pasta entro 5-6 mesi conservatela a temperatura ambiente, altrimenti mettetela nel congelatore.
Vantaggi: - non necessita di cottura in forno (il tempo di essiccazione dipende dallo spessore degli oggetti)
- è repellente all'umidità - può essere abbinata ad altri materiali: cartoncino, stoffe, legno, vetro e plastica.
Paste Sintetiche - Lavorazione.
Per rendere morbido il Cernit (o il Fimo), bisogna solo fornirsi di
pazienza e lavorarlo con le mani. Anche se all'inizio sembra talmente duro da essere buttato via, con il calore delle mani si ammorbidisce e diventa modellabile.
Per aiutarsi in questo si possono anche usare dei metodi che possono essere: avvolgere il pezzo da lavorare in pellicola trasparente e sedersi sopra, sempre
avvolto in pellicola metterlo in acqua calda (non bollente!!) per qualche minuto,
o sotto una lampada. In generale il calore, quando non eccessivo, ammorbidisce questi materiali, mentre superata una certa temperatura, si induriscono
definitivamente (cottura).
C'è anche un prodotto della stessa ditta che fa il Fimo, che si chiama MixQuick. E' un panetto bianco
più grande di quelli dei normali colori Fimo. Questo materiale (che è abbastanza morbido) si aggiunge al Fimo (o al Cernit) quando questo
è troppo duro, ed aiuta a renderlo più malleabile. Non influisce sul colore (certo, non so cosa capita se si mette il 90% di MixQuick e il 10% di Fimo colorato....).
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Per ammorbidire il Fimo il metodo migliore, provato e sperimentato, è usare un vecchio tritatutto -
sì, proprio uno da cucina. Uno che non userai mai più per il cibo, naturalmente. Non ci volevo credere, ma quando ho provato
è stata una rivelazione. Soprattutto è favoloso quando devi lavorare grandi
quantità di Fimo, magari mescolando più colori. Le lame del tritatutto spezzettano il fimo in piccolissime palline, riscaldandolo leggermente
così che dopo impastarlo è cosa da niente. Provalo, te lo consiglio, ti chiederai come hai fatto fino ad allora. Gli unici accorgimenti, abbastanza ovvi, sono di mettere il
Fimo rotto a pezzetti, mai un blocco unico; di non tritare troppo a lungo per evitare surriscaldamenti; e di pulire sempre molto bene la ciotola per evitare di sporcare il colore successivo.
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Il Fimo Soft l'ho usato qualche volta ed effettivamente è più morbido, ma anche
più caro. Vi potete immaginare che uso in continuazione questi materiali e che quando faccio un corso con bambini non posso permettermi di stare tre ore ad ammorbidire la pasta. Per risolvere questo problema usiamo un piccolo macina
caffè. Spezzetto il fimo in piccoli pezzetti, metto dentro (non troppa
quantità), faccio un primo TRRRRR e poi metto due gocce (proprio due) di olio comune. Verso il tritato in una vaschetta e amalgamo bene. Il materiale
così è perfetto. Se qualcuno di voi decidesse di comprare un macina caffè, consiglio di comprarlo con la vaschetta in metallo. Come forse sapete le paste sintetiche possono reagire con altre plastiche (non tutte) e il metallo evita sgradite sorprese.
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Aggiungerei che per "tirare" una sfoglia molto sottile, è impagabile
l'utilizzo delle macchine stendipasta manuali (sapete tipo le "Imperia").
Senza contare che miscelando con esse i vari colori si ottengono degli effetti "marmorizzati" bellissimi.
Per le finiture si possono tranquillamente usare gli acrilici oppure le varie vernicette lucide o opache.
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Con molto ritardo ma ti devo proprio ringraziare Monica! Ti ricordi quando a proposito di vasetti mi hai consigliato di
"imburrare" lo stampo in Cernit con il borotalco per non fare attaccare il
Cernit fresco del vasetto? Bene, quando mi sono messa a fare le rose per la serra avevo il problema
che le palline appiattite per fare i singoli petali si appiccicavo o al tavolo o alle mie dita,
... mi sei venuta in mente tu e la storia del borotalco allora, prima di appiattire le palline, le ho imborotalcate con il
risultato che non appiccicandosi più nè alle mani nè alla spatolina che usavo per appiattirle sono riuscita ad assottigliarle moltissimo e a
comporre delle rose che mi sono piaciute tanto (perdonate l'immodestia ma ogni scarrafone...
si sa :))). Presto avrò le foto e così potrai vedere sul mio sito il risultato
del tuo prezioso consiglio!
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All'incontro di Garda, Cristina ci ha fatto vedere bellissime cose con il Fimo. Tra gli attrezzi indispensabili per ottenere un taglio perfetto c'è la
lametta da barba americana, più rigida rispetto a quelle nostrane. Al Brico, reparto "cutter" ed
affini Antonio ne ha trovata una che sembra proprio di quel tipo: ha la protezione
color rosa oppure gialla e costa 2.500 lit. E' della Stanley modello 28-100.
Paste Sintetiche - Cottura.
Le paste sintetiche sono fatte di PVC e sono pericolose quando bruciano. Non ti spaventare che se succede qualche volta non si muore. In casa mia hanno perfino "mangiato" materiale e respirato ogni profumo. Se il tuo forno non ha il termostato a posto basta fare un "test" prima di cuocere il materiale: riscalda il forno alla temperatura che indica i 130 gradi, metti un foglio di carta bianco nella
metà del forno. Se il foglio dopo 30 minuti è ancora bianco vuol dire che il tuo forno non ha superato i 130 gradi. Se il foglio diventa nero evidentemente devi abbassare la temperatura!!!!. Lascia raffreddare il forno e continua a fare prove con il foglio bianco, fin quando non rimane bianco. Ricorda: a 130 gradi UN FOGLIO DI CARTA BIANCO
RIMARRA' SEMPRE BIANCO!!. Secondo consiglio: se usi il forno in cui dopo cucinerai metti gli oggetti dentro ad una pentola in disuso e coprila per tutto il tempo della cottura. Per molti anni io ho usato una pentola coperta con un coperchio in pirex che mi permetteva di controllare e guardare cosa stava succedendo dentro. Eviterai
così di cucinare un pollo con l'odore del Fimo! Nel mio primo libro non ho messo questo consiglio sulla cottura e mi dispiace moltissimo
perché credo sarebbe stato fondamentale.
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Cottura del Cernit: penso che la temperatura di cottura che hai usato sia troppo bassa.
Non dovrebbe superare i 130 gradi ma neanche essere troppo bassa (penso che sui 110 sia il minimo). Poi ci sono i tempi di cottura: io se cuocio dei pezzi
piccoli (non molto spessi), li lascio 10-15 minuti, se sono un po' spessi anche 20-25 min. Purtroppo
è una questione di autoregolarsi in base alla grandezza dei pezzi da cuocere. In ogni caso se un pezzo non
è cotto bene, si può anche ricuocere più volte.
Credo che il tuo problema (sbriciolamento dei pezzi quando li tagli) sia dovuto alla cottura insufficiente
perché se si cuoce troppo il pezzo diventa quasi gommoso. Al contrario io una volta ho fatto dei meloni e li ho cotti come avevo
appena cotto cose più piccole tipo fettine di salame, prosciutto,... Tagliando
il melone si è sbriciolato, quindi immagino sia successo perché non era sufficientemente
cotto.
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Comunque è molto importante testare il forno: la temperatura non deve superare i gradi indicati per la cottura. Per testarlo introducete un foglio
bianco nella zona centrale del forno.
Cuocete per 15 minuti. Se il foglio non continua ad essere bianco (o al
massimo color crema chiaro) vuol dire che la temperatura è troppo alta. Inoltre introducete l'oggetto quando il forno ha raggiunto la temperatura.
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Per evitare che piccoli oggetti in fase di cottura diventino lucidi nella parte
a contatto con la teglia del forno, puoi cospargere lievemente la superficie con borotalco. Il talco mantiene
staccata la pasta dalla superficie ed inoltre (è uno dei componenti del materiale) crea nella superficie una zona meno soggetta alla deformazione
perché ha una percentuale maggiore di carbonato di calcio.......
Dovrei fare una lezione sulla composizione del materiale...... Ma tu prendi quel che ho detto per vero :-)
Se dopo cotto quel lato avesse un velo bianco basta passare il lucida scarpe (tipo
Calzanetto) e tutto va via.
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Personaggi fatti col Cernit: Una cosa che ho sperimentato e vorrei suggerire: cuocere le parti in differenti fasi; man mano che si va avanti con la modellazione, infatti, si
può cuocere il pezzo così che poi è molto più facile aggiungere dettagli sul pezzo ormai indurito. Altrimenti, almeno per me,
più si manipolano i pezzi e più la pasta si scalda e si deforma.
Un altro suggerimento (sempre derivato dall'esperienza): per cuocere i pezzi ho imparato a mettere un foglio di carta da cucina (tipo Scottex o simili) piegato in 4 sopra alla piastrella di ceramica,
così il pezzo da cuocere appoggia su un fondo morbido e non si formano delle indesiderate zone appiattite e lucide nel punto in cui il pezzo appoggia alla piastrella (a meno che , invece, questo non sia l'effetto desiderato).
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Per cuocere le parti piccolissime in Cernit, tipo le manine delle bambole, non usare il forno! Prendi un bricco tipo quei
tazzotti dove si riscalda il latte, lo riempi di acqua fredda e ci butti,
delicatamente, dentro i tuoi oggettini. Mettilo sul fuoco e portalo ad ebollizione. Lascia bollire per 10-15 minuti e poi con un colino
ripesca gli oggettini e lasciali asciugare. Garantito che ti si cuociono perfettamente senza bruciarsi. Questo metodo di cottura del Cernit vale solo
per parti molto piccole, e il tempo che ti ho suggerito è indicativo perché
può variare in più o in meno con le dimensioni.
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Quel che tu dici (cottura per bollitura) è vero ma si può fare soltanto con il Cernit. Gli altri
prodotti hanno bisogno di una temperatura più alta.
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Per quanto riguarda la cottura del Fimo, come diceva qualche tempo fa Monica, la bollitura si
può fare per oggetti non troppo grandi e se sono fatti in Cernit. Il Cernit infatti "cuoce" a qualche grado meno del Fimo e la temperatura dell'acqua in ebollizione
è sufficiente. Mi sembra che devi portare l'acqua all'ebollizione e poi metterci i pezzi dentro, lasciandoli qualche minuto. Devo andare a rileggermi quello che aveva detto Monica,
perché non mi ricordo più bene. Il mio suggerimento per evitare ulteriori bruciature nel forno (anche
perché bruciando questi materiali sprigionano dei fumi tossici, quindi fai molta attenzione!)
è di munirti di un termometro da forno e controllare la temperatura per tutto il tempo in cui cuoci i pezzi. Il forno a gas
è molto difficile da controllare se non hai un termometro... Io per evitare di usare il forno della cucina, un po' per il consumo di energia (portare il forno a 130° per poi cuocere magari 10 minuti un paio di pezzi mi sembra uno spreco), un po' per evitare di cuocere queste paste sintetiche nello stesso forno in cui cuocio il cibo per noi, ho acquistato al supermercato un fornetto tipo quello Scaldabrioches del Mulino Bianco. Mi
è costato meno di 60.000 lire e va benissimo. L'unico accorgimento è che bisogna mettere sempre un termometro all'interno e controllare la temperatura
perché il forno non ha il termostato ed è talmente piccolo che in 4 minuti va a 180°! Io faccio
così: accendo il forno e metto all'interno il termometro. Quando arriva a 130° lo spengo (se supera i 130, spengo e apro la porticina
finché la temperatura non scende a 130°) e inserisco una piccola teglia con i pezzi da cuocere. Lascio
così, spento per alcuni minuti. Quando la temperatura scende, lo accendo nuovamente per pochissimo tempo controllando sempre la temperatura. Se sale troppo, apro e raffreddo "facendo aria" con un giornale o nel caso peggiore, in cui sia troppo caldo, estraggo un attimo la teglia. E' un po' "macchinoso" come procedimento, ma in questo modo non ho mai bruciato nulla. Il forno poi
è talmente piccolo che lo puoi tenere vicino a dove lavori, così lo sorvegli mentre fai altro.
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Irene se non vuoi rinunciare al Cernit e al Fimo c'è una soluzione (anche mio marito si
è stancato delle trote al profumo di Cernit e ha posto il veto sul forno eheheh!).
Ho trovato in uno di quei mercatini dell'usato un fornetto elettrico piccolo con tutte le sue grigliette a posto e in grado di arrivare alla
giusta temperatura, l'ho pagato solo 20.000. Non ha il termostato, però usando il metodo del foglio bianco suggerito
tempo fa da Monica riesco a tenere sotto controllo la cottura. In pratica ci metti un foglio bianco insieme agli oggetti da cuocere
e quando diventa giallino vuol dire che la temperatura e' troppo alta. Ammetto che la prima volta sono riuscita a far *bollire* il Cernit e siamo
dovuti uscire di casa dalla puzza e dal fumo!! ora lo conosco un po' di più e siamo diventati buoni collaboratori,
conclusione: se lo trovi con il termostato e' meglio :-))
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Anch'io uso il metodo della bollitura per il Cernit ma solo per piccole cose (appunto per le miniature). Personalmente uso un pentolino in terracotta che, secondo me, ha il vantaggio (essendo spesso) di non far "sbattacchiare" troppo gli oggetti durante la bollitura. Non mi ricordo esattamente il tempo necessario per la cottura, mi sembra intorno ai 2 o 3 minuti al massimo. Questo procedimento l'ho usato per piccoli frutti, per le uova che puoi vedere nel pentolino della mia minicucina, e per alcuni vasetti per la serra. Non ho mai quindi fatto frutta o cibo da affettare.
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Ho una pentolina che uso solo per questo, naturalmente è adatta per i piccoli oggettini in miniatura, faccio bollire l'acqua e poi metto uno alla volta gli oggetti in un colino di trama molto leggera, così l'oggetto non sbatte qua e la durante la cottura e la trama leggera non lascia tracce, lo lascio qualche minuto a seconda della densità del
Cernit, ad esempio ho fatto degli utensili non molto spessi e per cuocerli sono bastati due minuti, mentre per una brocca ho aspettato anche 5-6 minuti.
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Forno: in effetti, se si utilizza molto il forno per la cottura di questi lavori, è consigliabile procurarsene uno elettrico piccolino, e tenerlo solo
per questo uso. Se però si usa solo di tanto in tanto, per piccole e brevi cotture, come è il caso della maggior parte dei miniaturisti, io penso che
non ci siano problemi a utilizzare quello di casa, con vaschettine di alluminio usa e getta per appoggiarvi i pezzi da cuocere (non la teglia
della pizza da mangiare questa sera!)
Paste Sintetiche - Vernici e finiture.
Per lucidare il Cernit va benissimo la vernice trasparente per Cernit, si asciuga prestissimo ed è disponibile sia lucida che
"matt" ( la vernice "matt" non è completamente opaca, praticamente lascia alla pasta la sua naturale finitura)
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Per verniciare la pasta sintetica ti consiglio una vernice a base d'alcool. Io uso sempre la "Vernis à gouache" della Lefranc et Bourgois. E' veramente ottima. Asciuga in un minuto. Poi se desideri che il lucido sia meno caramelloso basta diluire la vernice con dell'alcool (io ho usato anche la grappa!). La Fimo ha anche un suo prodotto ma e' molto
più caro ed asciuga molto più lentamente. La confezione che ho, l'ho comprata credo
5 anni fa!. Metà l'ho diluita e l'altra metà l'ho tenuta nella sua consistenza originale.
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Per lucidare il Fimo o qualunque pasta sintetica e ottenere un bellissimo lucido che non
è stucchevole si procede nella seguente maniera. Dopo cotto l'oggetto gli si mette sopra un po' di borotalco e con un panno morbido in lana si lucida, si lucida e si lucida. Credo sia il "lucido"
più bello e più economico che ci sia. Potete anche usare la cera per pavimenti o il lucido per le scarpe. Dopo bisogna passare il panno.
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Per il ritocchi sul Cernit puoi usare dei colori acrilici.
Se i ritocchi sono pochi puoi anche usare un pennarello indelebile.
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Lucidatura pasta sintetica: un modo economicissimo è quello di cospargere il pezzo, dopo cotto, con
borotalco ... prendere una spazzola e spazzolare, spazzolare.....Se avete uno di quei trapanini con la punta con le spazzole vi
verrà un lavoro stupendo. Se invece usate uno smalto (anche il Mod Podge! pure se io non lo conosco)
potete usare quelli a base alcolica. Io (non per far pubblicità) compro "Vernis a gouache" della Lefranc e Bourgois (non so se si
scrive cosi!aiuto!). La vernice pura è molto lucida, ma se volete ottenere un lucido
più satinato basta diluirla con del alcool. Io uso l'alcool puro ma anche la grappa va benissimo! :-) Una bottiglietta costa sulle 10.000 Lire ed
è veramente eterna. Io ne ho comprata una diversi anni fa e viene usata in tutti i corsi
e probabilmente durerà ancora altri anni. L'asciugatura è quasi istantanea. Evidentemente con l'acqua non succede
nulla (questo per chi fa la bigiotteria ha molta importanza).
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NON USARE IL FLATTING SUL CERNIT!!! A parte la pessima finitura che otterresti,
ingiallisce e crea col tempo (neanche poi tanto), delle crepe irreversibili,
inoltre sprigiona fumi tossici se messo in forno. Il mio consiglio è di usare comunque sempre i prodotti di finitura
, ad eccezione naturalmente delle polyclay allo stato liquido, sul pezzo indurito e raffreddato.
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Qualcuno chiedeva se i pennarelli Lumocolor vanno bene sul Cernit. La mia risposta è no. O meglio: al primo momento fanno
un bell'effetto, ma dopo alcuni mesi sbiadiscono lasciando uno sgradevole alone. Bisogna come minimo
ripassarli. Io li ho abbandonati e adesso uso l'inchiostro di china, che, almeno per le scritte o i soggetti
minuscoli, va bene e dura.
Qualcun'altro chiedeva perché i decori fatti sul Cernit sbavassero, una volta passato il Mod Podge di
finitura. A me è successo ogni volta che ho usato il Mod Podge sopra una scritta fatta col
pennarello o con la china. Anche aspettando ore che la scritta asciugasse e anche quando la base non era
Cernit, ma cartoncino. Evidentemente non l'ho più usato per questo scopo e l'ho sostituito con una vernice.
Paste sintetiche - Idee per utilizzarle
Ora per natale ho fatto delle cartoline usando il Fimo fosforescente. Dicono che
non è tossico e io voglio crederci perché è bellissimo! Nel buio si illumina benissimo. Pensavo che per la casa delle bambole si poteva usare per fare delle
lampadine. Per essere realistici si potrebbe usare per fare la fiammella delle
candeline. Io ho solo fatto le lucine di un albero di natale e si accende non appena tutto diventa buio. Credo
già avervi detto che la pasta sintetica si può colorare con i colori acrilici all'acqua.
Per economizzare basta comprare un panetto bianco (ce ne sono di 250 g. e credo anche di 500 g.) e tubetti di colori acrilici nei colori fondamentali. Un
prodotto che trovo molto buono specie nel colore bianco in panetti da 250g. è il Creall therm. E' molto malleabile. Questa marca non ha bei colori, come altri
prodotti, ma l'impasto è molto buono . Lo vendono via Internet in contrassegno ma
non so quanto costi.
Ceramica a freddo.
Io ho usato per le roselline della serra la porcellana
a freddo. E' un panetto da circa 200 gr, che asciuga all'aria nel giro di poche ore
(dipende ovviamente dalla grandezza dell'oggetto). I colorifici più forniti dovrebbero averla.
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La porcellana a freddo che ha indicato Piera si chiama "ASI ES COLD PORCELLAIN.
Pat
Max.
La
Pat Max rimane sempre piuttosto elastica e per questo motivo, è particolarmente indicata per fare il pane, basi per torte etc. Attenzione che una volta aperto il barattolo, secca inesorabilmente nel giro di pochi giorni: per allungarne la durata, avvolgi bene il panetto con della pellicola, richiudi ermeticamente il barattolo ed infilalo in uno spesso sacchetto di plastica facendo fuoriuscire bene l'aria. Con questi accorgimenti dovrebbe durare un po' di più.
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La PatMax si comporta sempre così ed è il motivo per cui è assolutamente perfetta per fare il pane in miniatura. Se ne fai una pallettina e poi provi a *spezzarla* quando è asciutta, come faresti con una vera pagnotta, ti accorgerai che dentro è proprio coma la mollica, e in scala perfetta! Devi solo colorare l'esterno, la *crosta* - per esempio con quelle belle matite
acquerellabili, riducendo in polvere la mina e poi distribuendola con la punta delle dita.
Das
o Paste Sintetiche?
Senti spesso parlare di Fimo e Cernit
perché nel nostro piccolo mondo i dettagli hanno la loro importanza e quindi si tende ad utilizzare quelle paste sintetiche che 'rendono' bene anche i particolari
più piccoli e che una volta asciutti (tramite cottura in forno o bollitura) restano resistenti e inalterati nel tempo. Il Das ha una struttura
più fibrosa e si presta poco per lavorazioni di dettagli magari di pochi mm. inoltre sia colorandolo da 'umido' o
successivamente da 'asciutto' difficilmente rende la brillantezza di colori o la traslucenza che si ottengono usando paste come il Fimo o il Cernit. Ha il vantaggio che si asciuga all'aria
però questo può in alcuni casi essere un difetto perché se non e' stato ben impastato
può presentare antiestetiche crepe. Personalmente lo uso per tutti quegli impieghi in cui resta 'nascosto', visto il prezzo relativamente basso rispetto alle altre paste sintetiche trovo inutile sprecare quelle
più costose. Ad esempio la base di una torta che poi ricoprirò interamente con altre decorazioni oppure come riempitivo nel fondo dei vasetti di fiori. In questo caso fa da contrappeso, rende stabile il vasetto e nel contempo mi permette di infilzarci i gambi dei fiorellini tenendoli ben fermi. Lo nascondo poi con altri materiali per simulare la terra. Dipende comunque sempre dal gusto personale e dalla propria
abilità di manipolazione, ho infatti visto vari tipi di oggetti carinissimi che mai
più avrei pensato fossero stati fatti con il DAS così come ho visto cose grossolane fatte con il Fimo :o)
Stucchi epossidici bicomponenti.
Il prodotto che cerchi è quello universalmente usato dai figurinisti, sia
per produrre gli originali, da stampare, che in fase di assemblaggio dei figurini per stuccare le giunture.
Si chiama Milliput e lo trovi nei negozi di modellismo, asciuga rapidamente, diventa durissimo non rimane poroso più di tanto, se vuoi superfici aspecchio devi
utilizzare uno strato sottile di cianoacrilica da carteggiare e ottieni una rifinitura a specchio, inoltre lo si carteggia e lavora anche
asciutto con coltelli, carta abrasiva vernici etc. Per lavorarlo meglio devi inumidirlo e inumidirti le mani.
Lo vendono in vari tipi, grigio per tutti gli usi, bianco per lavori millimetrici, in fondo sono uguali.
Lo si utilizza anche per i modelli in plastica sempre come stucco. Esistono anche altre ditte che lo producono tipo la Verlinden ma sono di difficile
reperibilità in Italia. A Torino lo trovi da Berruto in corso Regina o da Amati.
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Per Giorgio, mi aggrego a quanto già ben specificato da Patrizio, portando a conoscenza che di stucchi epossidici bicomponenti ne
esistono di molti tipi; tra i figurinisti viene utilizzato anche il DURO, altro tipo di stucco molto più resistente. Nelle ferramente e nei
negozi di forniture industriali, ultimamente sono apparsi degli stucchi epossidici per riparazioni, simili al
Milliput, che vanno altrettanto bene; il costo oscilla tra le 10000 e le 15000 lire alla confezione.
Teniamo presente che il Milliput viene venduto in America proprio per effettuare riparazioni.
Paste
sintetiche - effetti particolari.
Non so bene che tipo di effetto vuoi
ottenere con i tuoi lavori di Cernit, ma ti ricordo che l'effetto pasta cotta, dorata, o bruciacchiata si
può ottenere spolverando la superficie del tuo dolce con la polvere ottenuta dallo sfregamento di un
gessetto per belle arti del colore desiderato. Si tratterà ovviamente di una tonalità più calda o più
scura del Cernit che hai usato, si possono anche mescolare polveri di colori diversi fino ad ottenere
l'effetto desiderato. Per fare questo lavoro ti servirai di un normale pennellino. Peccato che il
Cernit non abbia il colore beige, che si trova invece nella gamma del Fimo. Io uso ormai solo
più il Fimo e per fare il colore biscotto uso uguale quantità di colore Champagne e Giallo. In alcuni casi schiarisco questo
impasto con un pochino di bianco. Utilizzo poi i gessi da artista (quelli polverosi, non quelli grassi) per
dare le sfumature più scure necessarie per simulare il "biscotto" cotto: passo il dito sul gesso e poi lo passo sull'oggetto, soprattutto nei punti
dove normalmente quello "reale" si bruciacchia di più.
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Per il Cernit io parto dal colore Caramel o marrone e poi eventualmente mischio con eventuale giallo e/o bianco. Non ho
una regola fissa ma vedo intanto che mischio cosa fare. Se non ricordo male esiste un color biscotto, forse della
Creall Therm...
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Aggiungo la mia al discorso su gessetti, pastelli ecc per dare sfumature al Fimo.
Sì, nei negozi di belle arti dovresti trovare tutti i colori del mondo (tra parentesi i rossi sono perfetti per sfumare
mele, pere e pesche). Chiedi però dei pastelli da artista (non quelli a olio né
quelli a cera) e non dei gessetti, anche se ci somigliano non sono proprio la stessa cosa. Io ho avuto buoni risultati anche
con il CarbOthello della Stabilo, un carboncino fatto a forma di matita (inserito
cioè in un fusticino di legno temperabile - ottimo per tenere le mani pulite), che esiste in moltissimi colori. Devi solo
grattare un po' la mina con un cutter per ottenere la polverina, che poi distribuisci con un dito o un applicatore a spugnetta da trucco
(meglio le dita). Questi colori vanno benissimo anche per la pasta al sale (per esempio per "dorare" artificialmente il pane che nel forno
non ha tempo di colorarsi da sé). Queste sfumature in polvere è meglio aggiungerle a pezzi ancora da
cuocere, perché la polvere aderisce meglio e, dopo la cottura, non se ne va più. Però se il pezzo
è fragile si può distorcere mentre la applichi. Inoltre devi calcolare che cuocendo il colore applicato si
indebolisce, quindi devi fare qualche prova per vedere quanto ne devi effettivamente mettere da crudo
perché abbia l'effetto che ti interessa da cotto. Ancora una cosa: oltre ai colori, non dimenticare l'effetto
lucido/opaco... mi spiego: un cornetto (brioche), oltre ad essere "arrostito" è lucido in alcuni punti... mentre la pizza o il pane
sono uniformemente opachi. Stesso discorso per il pollo arrosto... ben dorato e bello lucido. Tieni presente anche questo e armati di una
buona vernicetta lucida trasparente (quella della Fimo è sempre la migliore), da usare con molta parsimonia. Per effetti opachi ma non
farinosi (tipo mele e pere) invece è perfetto il Mod Podge opaco, di cui non dico più nulla
perché ormai sapete tutti che é uno dei miei prodotti preferiti....
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Premetto che non sono esperta come altri che hanno già risposto, e quindi non so se quello che ho visto
fare è corretto, ma mi è sembrato geniale. Alla fiera di Londra c'era un distinto signore che spiegava come fare
alcuni cibi con il Cernit e per rifinire e dare le sfumature di colore usava il fard e gli ombretti per gli occhi! A me
è sembrato veramente molto "furbo"!
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Vedo che si sta parlando degli effetti che si possono raggiungere utilizzando le polveri dei gessetti & C. Volevo ricordarvi che alcuni
effetti, non solo di colore ma anche di "forma", si ottengono unendo pezzettini di matite a cera alle paste sintetiche.
Cosa succede? Beh, questi piccoli pezzettini colorati quando vengono introdotti nel forno si sciolgono e lasciano sulla pasta una
cavità colorata. Evidentemente questa cavità sarà della stessa misura del pezzettino di cera che si
è inserito e avrà una tonalità simile a quella della cera. Nel libro che ho scritto con la Fabbri (Modellare con la nuova pasta
sintetica) ho inserito il "tema" suggerendo la realizzazione di una collana finto corallo (su un rosso corallo inserivo della cera di
tonalità un po' più scura) ma evidentemente l'aspetto del bucherellato con
tonalità diverse è interessante anche per creare in miniatura per esempio fette di
panettone, formaggio o anche pane.
Liquid Sculpey e Translucent Liquid
Sculpey.
TLS sta per TRANSLUCENT LIQUID
SCULPEY; mentre il LS (Liquid Sculpey) è bianco e lattiginoso, il TLS è trasparente ed è utilizzato maggiormente.
Questi prodotti sono sostanzialmente delle Polymer Clay allo stato liquido ed i loro usi sono
infiniti. Vanno usati prima della cottura poiché richiedono lo stesso sistema di cottura di una qualsiasi
polyclay. Il loro uso va dal nascondere una crepa in su ,tutto quello che ti può passare per la mente trova una giusta applicazione con questo
prodotto. Miscelato con i colori ad olio,con le polveri metallizzate ed inoltre impareggiabile come
transfer. Credo sia indispensabile soprattutto per coloro che producono perle e pietre in
Polymer Clay, poiché la sua finitura , debitamente miscelata ed appropriata al prodotto
giusto, rende il prodotto finito eccezionale, e non ha niente a che vedere con tutti gli altri prodotti di finitura.
E' un altro pianeta! So che su questo prodotto ci sono diversi libri e anche un video. Se ti interessa posso informarmi e farti sapere dove puoi trovarli.
Paste
sintetiche - problemi con Cernit appiccicoso.
Quando il Cernit si appiccica alle dita un po' di borotalco risolve il
problema, però con i colori scuri tende a renderli opachi.Per farli tornare
lucidi, dopo la cottura ci passo sopra un pochino di olio per bambini.
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Riguardo al problema del Cernit che si appiccica alle dita, è proprio un difetto di questa pasta e purtroppo credo che ci sia poco da fare. La soluzione del borotalco
può andar bene solo per alcuni colori perché può rendere opaco l'oggetto o peggio ancora, dare un effetto "perlato". In effetti mettere in frigo la pasta o gli oggetti durante la lavorazione serve a poco
perché dopo un attimo che si lavora, anche se si era raffreddato si riscalda di nuovo e sei da capo. Ho letto su delle mailing list straniere che qualcuno tiene accanto una bacinella con del ghiaccio e ogni tanto ci tuffa le mani per raffreddarle (per chi ha le mani sempre calde il problema del Cernit ovviamente si aggrava) ma non mi sembra
il massimo della praticità...
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Il sistema del talco va bene, oppure, per evitare opacizzazioni, si può anche cercare di tenere le mani sempre un
po' scivolose usando una crema un po' grassa, tipo Nivea.
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Un metodo per rendere il Cernit decisamente meno appiccicoso è avvolgerlo nella carta da cucina (tipo Scottex) e lasciarvelo un giorno o due .
Sulla carta troverai un alone oleoso lasciato dal Cernit e lavorato nuovamente non sarà più appiccicoso come prima.
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Per evitare che il Cernit si appiccichi e si rovini tutto il lavoro tieni sempre vicino una ciotola di acqua fredda: bagnati le dita mentre lavori o
quando devi fare piccoli particolari. In attesa di cuocere la pasta immergi gli oggetti dentro l'acqua e tirali fuori solo al momento di andare in forno!
Paste
sintetiche - miscelare marche diverse.
Io credo che si possa mischiare Fimo normale e Fimo soft, ma non ne vedo l'utilità.
Quello che invece non si deve fare è mischiare Fimo con Cernit: data la loro diversa composizione, la reazione chimica che ne potrebbe uscire a caldo
rischia anche di essere pericolosa. Inoltre, date le loro caratteristiche fisiche diverse, la malleabilità non ne guadagnerebbe certo, anzi, si peggiorerebbe la situazione.
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Riguardo alla miscelazione di Fimo Soft e Fimo Classic non ci sono problemi
perché cuociono alla stessa temperatura (130°). Il problema che può nascere nel miscelare Fimo e Cernit
è dato dalla temperatura a cui cuocere perché il Cernit cuoce a temperatura più bassa (110°).
Paste
sintetiche - sfumature.
Ho fatto tante albicocche e pesche in questo modo: ottengo due palline di colore una arancione chiaro e una più scuro - io compro solo i colori primari di
Cernit e poi tutti gli altri li ricavo da me - e poi ne prendo la giusta quantità che mi serve da entrambe e le lavoro amalgamandole quel tanto che
basta perchè la sfumatura sia visibile,poi do forma al frutto e cuocio.
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Puoi provare a fare le sfumature per la mela usando i gessetti da artista. Li riduci in polvere e applichi la polvere al fimo "crudo"
con un pennello. Attenzione però a non usare i gessetti ad olio
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Metodo Sue Heaser:
parte di rosso + parte di giallo (quantità inferiore) li affianchi e poi li spiani con un rulletto, li tagli più o meno a triangolo
e li ricomponi per formare un rettangolo. Ripieghi su se stesso in modo che il rettangolo si dimezzi e spiani ancora procedi in
questo modo per un po' di volte finché hai ottenuto le sfumature che volevi. Io ho appena fatto una quantità di mele per il mercatino e mi sono venute
bellissime. Il procedimento è più facile a farsi che a spiegarsi.
Paste
sintetiche mischiate con altri materiali.
Quando a primavera abbiamo fatto il corso a Prato, Sue Heaser ci ha fatto vedere un recipiente dall'aspetto rustico realizzato mischiando il FIMO alla
povere di tè, quella più fine che in genere rimane sul fondo dei barattoli. Il risultato non era niente male, e non credo siano stati necessari
accorgimenti particolari.
Fimo Traslucente.
Il Fimo traslucente
può essere impiegato per dare un effetto di"trasparenza" agli altri colori, io ad esempio lo uso per fare l'uva.
Devi miscelare tanto traslucente con poco colore, altrimenti perdi l'effetto di trasparenza.
Cutter
per paste sintetiche.
Sono molto utili per lavorare col
Fimo in generale; non per i fiori che, secondo me, col fimo vengono sempre un po' troppo spessetti. Esistono in diverse forme, e alcune sono proprio irresistibili...
c'è il cuoricino, la foglia, il fiorellino e non so più quali altri...
Esistono anche in diverse misure, e tempo fa sono stata tanto fortunata da trovare un set della più piccola qui in Italia (da Hobbyland a Legnano,
che poi non li ha più tenuti :o( ). Questa misura più piccina è perfetta per fare biscottini e dolcetti da urlo... e tante altre cosine che strappano il
sorriso, come le decorazioni di pasta da mettere sulle torte.
Oggetti vuoti
in pasta sintetica.
D.:
Veramente strano... non riesco a spiegarmi il perchè dello "sgonfiamento"
dell'uovo di Pasqua.
R.: L'unica cosa che mi viene in mente è che parti di cera rimaste attaccate all'uovo dopo la prima cottura abbiamo ammorbidito l'uovo stesso nella seconda cottura facendolo
così crollare.
La temperatura di cottura era giusta? (una temperatura troppo alta causa anche delle bolle nel fimo e magari associata alle particelle di cera
può fare dei danni ancora maggiori).
R.: Con il calore la cera si è sciolta prima che l'uovo di fimo si fosse indurito;
perché non provi a fare come fanno i pasticceri per fare le uova vere di cioccolato? Loro hanno un mezzo stampo e ne fanno due metà che poi attaccano insieme.
In questo modo anche chi apre l'uovo per prendere la sorpresa non deve per forza spaccare
l'uovo, ma basta che lo apra a metà e poi lo può richiudere.
R.: Innanzitutto, complimenti per l'idea! Non ci avevo mai pensato e mi sembra proprio ottima. Uova in miniatura con tanto di sorpresa.... c'è di che fare impazzire i non-miniaturisti
Anche secondo me l'unico "colpevole" è la ricottura. Cuocendo, il fimo si ammorbidisce sempre un po' prima di indurirsi definitivamente, e questo accade anche a quello già cotto.
(Per esempio, quando si fanno le "canes" come quelle di Angie Scarr (fette di agrumi, di pomodoro, di kiwi, ecc.), prima di tagliarle è bene rimetterle un attimo nel forno caldo, così non c'è rischio che si sbriciolino.)
Essendo l'uovo cavo, ed essendo lo strato di fimo/cioccolato molto sottile,
"l'ammorbidimento" iniziale della ricottura è stato sufficiente a fargli
perdere la forma.
Sono d'accordo con Cristina: se uovo e sorpresa sono già cotti separatamente, perché ricuocerli insieme? Resta da tappare il buchino da cui hai fatto colar via la cera e inserito la sorpresa: la soluzione migliore,
secondo me, è usare un pochino di Milliput, una pasta modellabile epossidica, a due componenti da mescolare al momento dell'uso, che si usa generalmente per le piccole riparazioni casalinghe ma che è perfetta anche per le miniature: il Milliput infatti
essicca all'aria, ma ha una texture molto più fine dei vari Das, crete, eccetera. Si trova dai buoni ferramenta, oppure, naturalmente, via mail order in
Inghilterra. E' bianco ma si può dipingere con gli acrilici.Va da sé che il buchino sta sul fondo e, per nascondere ulteriormente la
"riparazione", puoi montare l'uovo su quei supporti a tronco di cono rovesciato che si usano anche nel
"mondo grande".