Costruzione.
L'Autocad va molto bene per progettare i mobili, io lo faccio proprio con questo programma che uso anche per le pellicole delle fotoincisioni. Puoi incollare il disegno (stampato su carta leggera) sui pezzi di legno dello spessore necessario e poi
ritagliare i vari pezzi con il seghetto da traforo o il cutter. Se usi il normale stick di colla che si usa in ufficio, poi puoi togliere la
carta con un panno umido e rifinire bene il tutto con la carta vetrata fine. Ricordati di dare il mordente prima di incollare i pezzi, altrimenti il mobile viene macchiato perché il mordente non penetra dove c'è la colla. I vecchi sicuramente lo sapranno fare meglio di noi, ma per i nuovi la sequenza che noi usiamo è la seguente: ritagliamo i vari pezzi di legno, lisciamo e rifiniamo con carta vetrata fine grana 220, diamo il mordente e lasciamo asciugare (se i pezzi di legno sottile tendono ad imbarcarsi, lasciamo asciugare il legno sotto un peso tipo i vecchi farri da stiro), incolliamo i vari pezzi che compongono il mobile (sconsigliamo di usare cyanolit e similari e il Vinavil, meglio una colla a contatto o la colla gialla per legno), lisciamo di nuovo, specie dove ci sono eccessi di colla, prima con carta vetrata fine grana 220 poi con quella finissima grana 400 e 600. Passando il polpastrello il legno deve essere perfettamente liscio. A questo punto (di solito è necessario) diamo una seconda leggera mano di mordente e un'ultima passata di abrasivo finissimo: noi usiamo le spugnette 3M che si adattano bene a tutti i contorni. Per ultimo diamo la finitura, che secondo i gusti o il tipo di mobile può
essere fatta con un trasparente lucido o opaco, con la cera normale per mobili, con la gommalacca. Abbiamo sentito che si può usare anche il lucido trasparente per
scarpe, ma non abbiamo ancora provato questo metodo. Se il mobile è laccato, invece di dare il mordente prima dell'incollaggio diamo una mano di impregnante turapori (solo se il legno è poroso, altrimenti, tipo per i listelli di tiglio non è necessario).
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Un trucco per attaccare e staccare facilmente la carta disegnata (per esempio da
Autocad) dal legno usate la colla spray REMOVIBILE che si usa per le mascherine stencil, non lascia alcuna traccia e si toglie velocemente.
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Visto che la cassapanca è una cosa semplice da realizzare, ti suggerisco di comperare della balsa da 3 mm in un negozio di modellismo, poi con il
cutter ritagli i pochi pezzi che occorrono (2 lati lunghi uguali, 2 lati corti uguali, 1 fondo, 1 sopra in due pezzi).
Puoi dare il mordente del tipo di legno che preferisci, incollare prima
i 4 pezzi laterali, poi il fondo e infine i due pezzi del coperchio (il
piccolo fisso e l'altro più grande che si apre). Puoi acquistare delle
cernierine di ottone (sempre nel negozio di modellismo o da Valeria)
oppure sostituire le cerniere con delle striscette di tessuto incollate.
Per i piedini puoi modellare con la carta vetrata dei listelli quadrati
o rotondi, a tuo piacimento. Se recuperi il mio messaggio del 29/10 ci sono informazioni
dettagliate per lavorare e rifinire mobili di legno.
Vedrai che non è difficile, se sbagli la prima, la seconda sarà
sicuramente migliore e non avrai buttato via che poche centinaia di
lire.
Sarà poi più facile abbellire la cassapanca esternamente con altri
listelli di legno o fregi fatti con le paste sintetiche, e all'interno
rivestirla di tessuto.
Finiture.
Come si dice: necessità fa virtù. Ieri pasticciando un po' ho trovato un
modo molto più semplice e meno costoso di farmi in casa dei colori "tipo" quelli
MiniMundus (che purtroppo si sono seccati nel barattolino senza rimedio).
Ho preso, da un barattolo da 1/2 Kg di flatting (a base di acquaragia,
costo L. 8,500 per 1/2 Kg) un po' di vernice, tanto per riempire un
barattolino di quelli delle marmellate piccole. A questa vernice ho
mischiato qualche goccia di marrone e una goccia di rosso di quei coloranti concentrati per edilizia; all'inizio sembrava non si volessero amalgamare;
poi, mischiando molto bene ho ottenuto una buona approssimazione della "lacca mogano".
Per la base (un po' più densa, invece) ho provato a mischiare una vernice trasparente alla nitro (che asciuga rapidamente) con 1/2 tubetto di colore
a olio terra di Siena bruciata (qualsiasi altro colore marrone rossiccio sarebbe andato bene), scurendolo poi con qualche goccia del solito
colorante marrone; il tutto diluito ulteriormente con un po' di diluente alla nitro.
Se volete provare, vi sconsiglio di utilizzare i colori all'anilina perché
non si diluiscono nel solvente (acquaragia o sintetico).
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A proposito di colori vi indico una miscela che ho creato io per dare il
colore un po' " grasso" cioè spesso, ai mobiletti di legno (dalla balsa al
più pregiato): prendete dell'impregnante color mogano ed una
confezione di cera liquida finitura colore noce scuro della COLRON (sigla L7539), questa è una cera che unita all'impregnante che è molto diluito
diventa perfetta per colorare i nostri mobili, la quantità dipende dal colore che volete ottenere, se unite al 50% avrete un tono di colore un po'
scuro perché il Colron è più forte come densità quindi prevale nel colore, se aggiungete l'impregnante la gradazione si schiarirà verso il rossiccio.
Quando avrete fatto asciugare dopo avere dipinto il mobiletto, potete
passare il flatting normale oppure un flatting color noce che scurisce
leggermente e protegge come il flatting, io trovo tutte questi prodotti nel Brico
Center, ma un buon colorificio ne è sicuramente provvisto. Se volete, in alternativa potete dare due o tre mani di gommalacca color ambra, fate
attenzione a dare la gommalacca poiché essendo a base di alcool evapora in fretta e le pennellate si vedono, il vantaggio è che non si devono aspettare
tante ore come per il flatting. Un altro suggerimento per chi vuole anche antichizzare i mobiletti è di passare sulla gommalacca quasi asciutta (al
tatto deve dare fastidio) uno screpolante, poi forzare le crepe con il phon, fare asciugare, ed ora passare con un pennello un po' di cera colorata Colron
(vedi descrizione precedente) che esalta le crepe, pulire subito con della
carta cucina e alla fine dare ancora flatting o gommalacca. Otterrete dei
capolavori. Inoltre se volete invecchiare senza crepe, la gommalacca è ottima in quanto il suo
colore naturale ambrato ingiallisce qualsiasi colore chiaro e lo rende "usato".
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Per verniciare il legno io ho usato delle vernici americane della Floquil, sono dei piccoli vasetti in
vetro che contengono circa 50 ml di prodotto. Sono importate in Svizzera dalla Old Pulmann di Stafa (sul lago di Zurigo). Penso che Hobby Model di Chiasso possa
procurarle. Altrimenti potete ordinarle direttamente alla Old Pulmann che fa spedizioni per posta in contrassegno.
Sono vernici sintetiche molto opache e penetrano molto bene nella fibra del legno, specialmente nella balsa che è molto porosa. Due o al massimo tre mani sono sufficienti, carteggiando tra una mano e l'altra con carta abrasiva grana 600. Poi a scelta si dà una finitura trasparente opaca, semi lucida o brillante, secondo i gusti. Noi abbiamo dipinto con un bianco avorio le nostre sedie della cucina e sono venute benissimo.
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Per colorare il legno grezzo con vernici coprenti puoi usare prima un turapori, oppure del Vinavil poco diluito oppure della tempera da muro non diluita, come fondo. Dopo puoi dare una vernice all'acqua o acrilica del colore che preferisci. Consiglio per non comprare tanti colori: usa il bianco come base e i tre colori fondamentali
blu, rosso e giallo per ottenere le altra gradazioni, per esempio l'azzurro l'ottieni con bianco e blu.
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Quando si danno le mani finali di gommalacca la migliore lucidatura si ottiene passando tra una mano e l'altra la paglietta di ferro finissima (si trova nei Brico dove ci sono anche i mordenti). La stessa paglietta la usiamo per lucidare i nostri oggettini di alpacca che con il tempo e
l'umidità dell'aria si scuriscono per l'ossidazione.
Decoupage sui mobili.
Con la tecnica del Decoupage potete usare anche dei mobiletti non rifiniti ( per esempio quelli
forniti dalla 1° enciclopedia Del Prado) o rovinati. I passaggi sono diversi pertanto li numererò:
1- se sono grezzi passare il turapori;
2- una mano di tempera da muro NON diluita (fa da coprente sulle
imperfezioni);
3- una mano di vernice all'acqua con un colore tenue;
4- incollare delle piccole figurine con il vinavil;
5- una mano o più mani di flatting.
In questo modo si ottiene un effetto tipo laccato.
Sedie in vimini.
E' solo la seduta in vimini oppure le sedie che vorresti fare
sono quelle tutte in vimini e bombate?
Nel primo caso potresti provare a "schiacciare" contro uno strato
sottile e morbido di Cernit la parte più estesa di un mini cestino. Nel Cernit
rimarrà impressa la trama e poi dallo strato così "stampato" ritagli
la seduta della sedia. E' solo un idea, questo metodo lo avevo utilizzato per
fare dei cestini per il pane quando non avevo sottomano dei veri cestinetti e
non erano venuti poi malvagi.
Armadio in balsa.
Premetto che questo armadio lo ha fatto la mia amica Laura (a
Cesare...)
Per la parte curva del tetto ha usato del semplicissimo cartoncino, spesso a
sufficienza per curvarsi ma non troppo fine per deformarsi nelle fasi successive
di colorazione. E' stato incollato su dei listelli (a sezione quadra di 2mm.)
piazzati trasversalmente tra la parte anteriore e quella posteriore dell'armadio
e che fungevano da
sostegno.
Dopo l'incollaggio è stato spalmato con una mano di stucco un pò diluito (fino
a renderlo pennellabile), carteggiato e una volta liscio colorato con l'anilina.
Lo stucco serve per non fare "alzare il pelo" al cartoncino
colorandolo con l'anilina che é praticamente acqua colorata.
Mensole.
Per le mensole ti suggerisco di usare il plexiglas (quello per le cornici a
giorno) che vendono nei posti tipo Brico. Si taglia facilmente con il taglierino, nel senso
che basta fare la prima incisione un po' decisa e poi con un colpo secco stacchi il pezzetto che ti serve.
Otterrai delle belle mensoline trasparenti e rigide.
Mobili imbottiti.
Io ho fatto delle poltrone ed un divano usando una struttura in legno a cui ho incollato dei pezzi di
poliuretano che poi ho sagomato. Infine ho rivestito il tutto con la stoffa, sembrava proprio un bel
sofà imbottito. Esiste anche un metodo alternativo: invece di incollare il poliuretano a una base in legno
puoi incollare della gommapiuma (è ideale il Bostik) e poi sagomarla usando lamette e
forbicine. In questo caso però ci vuole più pazienza nel rivestirlo con la stoffa.
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Qualcuno, chiedeva come fare le poltrone; io le faccio usando cartoncino leggero,
dandogli la forma desiderata, lo rivesto di gommapiuma e ve la incollo.
Dopodiché passo a rivestire i vari pezzi con la stoffa, e successivamente li assemblo.
Altrimenti uso il legno e, con il sistema del cartoncino, gommapiuma e stoffa, faccio dei cuscini che sistemo sugli
schienali e sui sedili. Spero di essermi spiegata.
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Io ho fatto così: ho creato, con cartoncino un unico pezzo per schienale e braccioli (ho fatto una bergère). L 'ho ricoperto con la stoffa (due pezzi identici al cartoncino + un cm di bordo per la cucitura), e l'ho
imbottito leggermente con dell'ovatta, Quindi,
sempre con il cartoncino ho fatto una specie di L , per il sedile ed il frontale, sempre ricoprendo
tutto di stoffa e imbottitura. Si incolla il tutto. Se vuoi arricchire puoi fare una banda a pieghe ed
incollarla tutto intorno. Più difficile da descrivere che fare.
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Il tessuto usato per fare la poltrona si trova in tutti i negozi che vendono tessuti. All'apparenza sembra pelle, tipo quella che si usa per fare le giacche, ma altro non è che un tessuto, anche molto leggero. Infatti i lembi usati per fare la poltrona li ho cuciti con ago e filo a mano, proprio come cucire un tessuto in cotone. Ne esistono di tutti i colori e in tutti i toni, addirittura ne ho comperato un pezzetto beige con dei piccoli "bitorzolini" ad imitazione della pelle di struzzo.
Cucina economica a legna.
Per fare i "cerchi" di ferro del ripiano ho fatto così: ho ricoperto con stucco in pasta il ripiano in cartoncino, e una volta asciutto ho inciso i cerchi concentrici con il compasso (quello più piccolo) al quale avevo messo due punte, togliendo la matita; poi ho dipinto il tutto con acrilico nero e sembra proprio quello che speravo che fosse!!
Mobili da cucina ed elettrodomestici.
Ho misurato la lavastoviglie, il fornello e il lavandino (ceramica bianca con sotto il mobiletto) di casa mia ed ho diviso per 12. Ho realizzato così tre parallelepipedi con la balsa (che forse è di spessore eccessivo) che ho poi colorato di bianco (colori per modellismo di mio fratello, lucido per simulare la laccatura degli originali). Prima di colorare per renderli più realistici senza fare cose complicate, ho tracciato delle righe col taglierino per delimitare i vari sportelli, tastiere comandi, ecc. Al mobiletto del lavandino ho fatto i piedini con un listello a sezione quadrata, mentre agli elettrodomestici ho fatto in basso una striscia nera.
Ho fatto il lavandino con il Das, sagomandolo sulla confezione in plastica di una pila rettangolare, opportunamente tagliata e accorciata per farla diventare quadrata, ed aggiungendo un altro pezzo di plastica (copertina per rilegare i documenti "sgraffignata" in ufficio) per il piano di scolatura. Il
Das non è rimasto perfettamente liscio e tutto dello stesso spessore ma, visto che era la prima volta, credo di averlo fatto abbastanza bene. Quando sarà ben asciutto proverò a scartavetrarlo per bene.
Per quanto riguarda la cucina a gas, ci sto ancora pensando. Per realizzare i quattro fornelli avevo pensato di usare quelle rondelle dentellate dei rasoi elettrici.
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Per i fuochi nella mia cucina ho usato anch'io le rondelle dentellate trovate dal ferramenta. Sotto alla rondella ho messo i feltrini
(quelli piccoli) adesivi che si usano credo per le sedie.
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Io le lastre di rame, le uso soprattutto per rivestire le ante dei fornelli; le ribatto con un punteruolo con punta arrotondata, in modo da ricavarne un disegno.
Rubinetti per lavelli
Per i rubinetti da cucina moderni ho sempre utilizzato del filo di stagno da saldature, facilissimo da modellare e tagliare. Certo, non
è molto robusto e si deforma facilmente, ma i miei lavelli erano sempre in posti abbastanza
"tranquilli" dove raramente capita di mettere le dita per sbaglio. Il filo di stagno si modella con le dita e si taglia con una forbice
un po' robusta. Per la giunzione con il lavello ho utilizzato una combinazione di un
anellino di metallo di 3-4 mm di diametro e una perlina cilindrica da bigiotteria. Per la ghiera, una strisciolina di carta avvolta
strettamente intorno al filo. Se hai problemi a trovare la perla, puoi usare anche lì una striscia di carta arrotolata sul filo,
naturalmente più alta. Quando tutta la colla è asciutta, dipingi tutto l'insieme con uno
smalto "metallico" (tipo gli Humbrol Metal Cote): il colore uniforme nasconde la diversità dei materiali e nessuno crederà mai che ne hai
usati così tanti e così diversi fra loro.
Letti.
Nel giornale P&M (Puppenhäuser und Miniaturen, suggeriscono una buona idea per fare i letti "sagomati" ai bordi. Mi spiego meglio: avete presente quei lettoni in legno massiccio di una volta, che avevano la testiera e il fondo del letto lavorati invece che semplicemente diritti? Ecco: per costruirli usate i profili in legno per le pareti di case vere (forse funziona anche con i profili per i quadri). La parte che va incollata al muro sarebbe la parte rivolta verso l'interno del letto mentre la parte sagomata sarebbe la parte esterna. Tagliate il profilo della larghezza del lettino che volete costruire e incollatela alle due liste laterali in modo che il tutto formi un rettangolo. Volendo si può incollare della stoffa attorno al legno e fare un letto rivestito.
Inoltre, il medesimo profilo può essere incollato anche ai lati dell'armadio o del comò della minicamera così da sembrare assortito al letto.
Pensandoci si potrebbe forse utilizzare lo stesso metodo per fare i divani che all'esterno sono di legno oppure anche quelli rivestiti ma che hanno una certa sagoma........e chissà cos'altro.
Mobili moderni.
Per il legno puoi usare delle tavolette di obeche di 3 mm di spessore (si trovano facilmente nei negozi di modellismo navale) e dei listelli di tiglio
nelle varie misure che ti servono. L'obeche è un legno abbastanza compatto ma che si lavora facilmente con il seghetto da traforo (se non hai la
fortuna di avere un mini seghetto elettrico). Stai solo attenta perché si scheggia facilmente nel lavorarlo. Per questo motivo noi ora usiamo il
jelutong, che però dobbiamo ordinare in UK alla Borcraft perché non siamo ancora riusciti a trovarlo in Italia.
Prima di dare il colore al mobile finito dai sempre una mano di turapori e carteggia bene il tutto.
Per i colori puoi usare quelli acrilici della Pebeo, hanno una linea apposta per il legno, mi pare si chiami "Deco". Esistono sia lucidi che opachi. Devi
dare da un minimo di due mani a tre mani, levigando bene il colore tra una mano e l'altra con una spugnetta abrasiva fine (tipo 3M).
Per finire, se la brillantezza del colore non ti soddisfa, puoi dare una mano di trasparente lucido, usando un prodotto dello stesso tipo/marca del
colore (cioè non puoi dare un trasparente sintetico su un colore acrilico e viceversa). Buon lavoro!
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Visto che i mobili li dovrai laccare, credo che qualsiasi tipo di legno morbido vada bene (lo puoi trovare in listelli dello spessore
desiderato nei negozi di modellismo). Io ultimamente preferisco usare il noce così poi lo lucido senza tinteggiarlo ma è una questione di gusti.
Per colorarli puoi tranquillamente usare il colore acrilico lucido od opaco e non dovrai neanche stare attenta alle sbavature di colla perché
l'acrilico copre tutto.
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A proposito dei mobili moderni che vuoi costruire, il tipo di legno da utilizzare dipende molto dall'attrezzatura a tua disposizione. Ad esempio,
la balsa si taglia facilmente con un cutter ma ha il grosso svantaggio di essere troppo morbida, quindi si scheggia e si ammacca facilmente (anche
solo con le unghie). Il tiglio sarebbe l'ideale in quanto si può tagliare anche con il cutter (io non l'ho mai fatto ma so che
c'è chi lo fa), il problema è che in Italia non si trova (almeno, non si trova negli spessori
che servono a noi). Io ultimamente utilizzo Obeche e noce spessi 2 o 3 mm, però per questi
legni hai bisogno di un seghetto elettrico. Puoi anche usare un traforo a mano (non per il noce,
è troppo duro), il problema è che ci
vuole un sacco di tempo, è faticosissimo e non è semplice fare dei tagli diritti.
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Per colorare i mobili (se li vuoi fare tipo "laccati") penso che dovresti usare qualcosa da dare come fondo per rendere il legno molto liscio. Io in
passato ho utilizzato come fondo del "gesso per artisti". E' un'emulsione acrilica molto densa che si usa come fondo sulle tele da pittura prima di
dipingerle con gli acrilici. Devi dare una mano, far asciugare e poi carteggiare con carta vetro fine, dare un'altra mano, carteggiare e
così via finché scompaiono completamente le venature del legno ed hai un fondo
liscio ed uniforme. A questo punto puoi dipingere con gli acrilici che sono a base d'acqua, quindi comodi da usare e per finire dovresti dare un
fissativo opaco o satinato. Non so se il fissativo lucido va bene o sui mobili
così piccoli fa un effetto "finto". In ogni caso credo che la cosa migliore sia un fissativo spray da dare in modo leggero per evitare
colature.
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Mobili laccati: a chi chiedeva come ottenere l'effetto 'moderno' tipo laccatura per mobili
da cucina consiglierei di provare il vero materiale che si usa per laccare i mobili.
Tempo fa ho fatto laccare un mobile di casa mia e il laccatore mi ha dato la vernice per eventuali ritocchi.
E' una vernice che va miscelata con il suo catalizzatore prima di usarla e potete immaginare che non ho resistito a provarla su un mini-mobiletto.
Il risultato è stato più che soddisfacente considerato che poi l'ho stesa con il pennello e non a spruzzo come si dovrebbe.
Sverniciare i mobili.
Un consiglio per la sverniciatura io uso un misto di conegrina pura al 50% e acqua ossigenata al 50%.
In pochi secondi toglie qualsiasi residuo di vernici varie.
Attenzione però a non respirarla e a farlo in ambiente arieggiato.
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Io ho dovuto sverniciare 2 porte (quelle scala 1:1) dove un cane (senza offesa
alla categoria) aveva dato 2 mani vernice beige e gialla sopra all'impregnante
color mogano, il restauratore che conosco mi ha consigliato di usare un liquido
già pronto in commercio che svernicia tutto non solo su legno ma anche su
ferro, muri ecc. ora non ricordo il nome ma in qualsiasi colorificio puoi
trovare qualcosa di simile. Ti do solo due consigli, se usi questi prodotti,
sono a base di nitro proteggiti bene mani e abbigliamento, ricordati che ogni
mano toglie sono 1 mano di colore per volta, dopo averlo steso con il pennello
lascia agire da 5 minuti in poi fino a quando non vedi che la vernice inizia a
gonfiare e poi passi leggermente il raschietto per togliere la vernice, quando
hai tolto il tutto, lava il mobiletto con l'ammoniaca e sciacqua bene Vedrai una
volta asciutto il mobiletto sarà di nuovo di legno grezzo.
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Anch'io come tanti ho comprato il primo numero dell'enciclopedia con il cassettone per curiosità e prezzo irrisorio. Io fortunatamente non ho avuto problemi di gambe o maniglie storte
perché ho potuto guardare e scegliere in edicola. Comunque io volevo un cassettone avorio perciò ho scartavetrato tutto, dopo aver tolto le manigliette, poi l'ho ripulito con un panno inumidito con acqua e un goccio di ammoniaca. A questo punto ho passato due mani di "Decormat" Marabu avorio che avevo già in casa scartavetrando leggermente tra una mano e l'altra. Ho riposizionato le manigliette e il risultato non è per niente male!
Mobili in kit.
Credo che tutti sappiano assemblare i mobiletti della Minimundus: sono talmente semplici (eccetto il piano a mezzacoda che è un rompicapo!). Queste le fasi, all'ingrosso (sono indicate anche nel catalogo), per assemblarli: 1. scartavetrare leggermente, 2. passare il turapori, 3. scartavetrare nuovamente, 4. incollare con una colla dello stesso colore con cui si pensa di rifinire il mobile, 5. passare il mordente (polverina da sciogliere in acqua
tiepida con una goccia di ammoniaca), 6. passare la patina antichizzante oppure più mani di gommalacca o cera. Per il punto 4 si può acquistare presso la
Mini Mundus una colla color mogano, noce o ciliegio (mi pare), ma puoi colorare anche tu una colla bianca con della polvere colorata. Bisogna procedere in questo modo perché se un po' di colla dovesse fuoriuscire dai punti di contatto non rimanga visibile e si amalgami bene con il colore del mordente scelto. Puoi acquistare un kit di rifinitura oppure solo alcuni prodotti necessari (mordente e patina, per
es.).
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Per colorare e rifinire i mobiletti in kit, noi preferiamo usare un metodo diverso da quanto suggerito da MiniMundus. Il mordente per colorare il legno va dato prima di incollare i singoli pezzi. Infatti la colla, che
inevitabilmente fuoriesce dal punto di incollaggio di due pezzi, va ad ostruire le fibre del legno e poi impedisce al mordente (che deve essere semi-trasparente, per non coprire la venatura del legno) di penetrare col risultato di avere una macchia di colore molto più chiaro. Anche usando una colla dello stesso colore del mordente, come suggerito da MM, lascia degli aloni
perché copre in ogni caso la fibra del legno e la naturale venatura. Il sistema di dare il mordente prima
è così molto più semplice ed evita oltretutto la spesa aggiuntiva per la colla colorata. Inoltre puoi comprare il mordente del tipo di legno che più di piace in qualsiasi colorificio. Ti consigliamo di utilizzare solo mordenti a base oleosa e/o sintetica, non quelli acrilici che coprono un po' troppo (e quindi nascondono) le venature del legno. Dopo l'incollaggio ripassa tutto il mobile con carta vetrata finissima e, se necessario dai una seconda passata leggera di mordente, poi una mano di turapori. Occorre scartavetrare leggermente (grana finissima, meglio se con le spugnette abrasive della 3M) prima di fare il passaggio successivo. Infine rifinisci con gommalacca, sono necessarie
più mani, dipende dal grado di finitura e lucentezza che desideri. Noi arriviamo fino a cinque mani di gommalacca, sempre scartavetrando leggermente tra una mano e l'altra. Considerando i tempi di
asciugatura, almeno una notte, è un procedimento lungo (anche se consiste in pochi minuti per volta) ma il risultato sarà impeccabile! Per ultimo puoi dare una passata leggera di cera naturale liquida (quella per i mobili veri), che oltre all'effetto estetico
avrà anche la funzione di proteggere il mobile, e infine lucidare con un panno di lana molto morbido. Se non hai mai costruito prima mobili in kit, parti da un modello semplice (un armadio o un tavolo), fatti un po' di esperienza prima di assemblare il piano a coda che non
è certo per principianti. Dimenticavo, sia il mordente che la gommalacca si stendono con un normale pennello per artisti, del tipo in fibra sintetica, piatto e largo.
Mobili da giardino.
Avete mai provato a fare da soli dei mobili da giardino?Io ci ho provato:ho realizzato una sedia che sembra fatta in ferro, in realtà è stata creata con il filo di rame che è inserito in quelle bobine di materiale elettrico(scusate se sono vaga,ma non so come si chiama!), è perfettamente in scala, ho tagliato tutti i pezzettini, li ho arrotolati e modellati con le pinzette,li ho saldati e infine ho dato una vernice spray
bianca. Il risultato mi ha soddisfatto abbastanza se non fosse per alcune saldature un po' troppo evidenti!
Culla per neonato.
Per fare lo scheletro della culla ho seguito i consigli di un libro francese (che credo sia lo stesso che utilizza Renata): fai un'ovale delle giuste dimensioni con il
polyplat (sandwich di cartoncino e polistirolo, si trova nelle cartolerie ben fornite) che sarà il piano su cui appoggiare il materassino, e intorno incolli una striscia cartoncino della giusta altezza, da cui ritaglierai due semicerchi sui lati lunghi, in modo che non sembri un "blocco unico" ma che appoggi solo davanti e dietro; poi puoi mettere attorno a questa struttura stoffa, pizzo o altre cose. Inoltre puoi incollare un pezzo di filo di ferro piegato all'esterno della culla, dalla parte della testa, che servirà come "sostegno" per un pezzo di tulle che scenderà ai lati della culla.
Lo so che non si capisce niente, ma ti assicuro che è più facile da fare che da spiegare...
Mobili lucidi.
Qualcuno ha idea di come sia possibile dare l'effetto "nero lucido" tipico dei pianoforti?
Io uso le vernici a base alcolica. Compro una boccetta di "Lefranc & Bourgois" chiamata
"Vernis à gouache" (credo si scriva così). E' ottima. Si asciuga immediatamente su tutte le superfici. Se si desidera
un brillante meno "brillante" basta allungarlo con alcool denaturato. Dura un'eternità e costa
(a Firenze) 9.000 Lire.
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Vernicia il pianoforte con la vernice turapori, carteggia bene e dai due mani di smalto nero lucido in bomboletta spray
(sintetico, non acrilico), dopo due-tre giorni di asciugatura lucida con
Polish al silicone per auto.
Cerniere per mobili.
Nella credenza che sto finendo (che spero di riuscire a fotografare) ho avuto anch'io il problema delle cerniere.
Non avendone di così piccole del tipo tradizionale,sono andato ad osservare la vecchia credenza ricordo dei miei
nonni; ho visto che le cerniere erano applicate sotto e sopra la portina dal lato dell'apertura con un sistema simile ad un compasso.
/ lato avvitato sulla porta/Perno........... \\ lato avvitato sul mobile. La realizzazione di questa apertura è facile si
fa un foro passante nel montante con la portina già in posizione (chiusa) e nel forellino si
infila un chiodino piccolo anche uno spillo accorciato.La portina non deve essere a contatto con il montante
deve esserci 0.2 mm altrimenti in fase di rotazione sforza.
Fregi per mobili.
Per realizzare piccoli fregi, su porte od altri oggetti, potete utilizzare le lancette di vecchi orologi a cucù, o quelle di moderni orologi,
purché siano abbastanza lavorate; eliminate la punta e l'occhiello che le fissa al
perno del meccanismo; incollatele sull'oggetto e decorate. Le lancette si trovano al prezzo di lire 1000 al paio, nei negozi che vendono i blocchi
orologio per la realizzazione di orologi personalizzati. Per dovere d'informazione, questa non è una mia idea, ma è di un valente modellista
spagnolo.
Maniglie per cassetti.
Ciao a tutte volevo rendervi partecipi di una mia piccola idea per realizzare
le maniglie dei cassetti. Non avendo a disposizione le perline che uso per fare i classici
pomelli ho utilizzato le graffette delle pinzatrici (ovviamente non schiacciate :-)), ho messo un po' di colla sulle due punte e le ho "piantate" nel mio cassettino di balsa, dopo di che l'ho dipinto con la vernice dorata.
L'effetto è molto realistico e le graffette ci sono in tante misure così da poterle adattare a
cassetti o sportelli di varie dimensioni! Forse qualcuno l'aveva già fatta questa "scoperta", in caso contrario può essere una nuova idea!!!
Letti di ferro.
Per fare il lettino dello studio medico, puoi provare a utilizzare le bacchette da 2 o da 3mm. di alluminio periscopico.
Si trova nei negozi che trattano modellismo navale e ferroviario e si taglia facilmente con un seghetto.
Si piega ed è perfetto per fare gli angoli della spalliera che generalmente sono tondeggianti...
E non costa neanche carissimo...
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Io ho realizzato il lettino in finto ferro con tondini di legno di varie sezioni dipinti con smalto color ferro.
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Io lo farei di ferro dorato e pelle nera... dunque, per il ferro dorato, ho visto in giro parecchio
materiale per modellismo treni e quei tubicini di rame non dovrebbero costare molto, in più sono flessibili, modellabili come le lastrine.
Stufe.
Dovrei fare gli sportelli e la piastra con i cerchi per una cucina economica, ma ho bisogno di consigli.
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Avevo una cucina comprata con qualche pubblicazione, non ricordo quale, ma aveva tre begli sportelli apribili. Ho spolverato di borotalco il fronte della cucina con gli sportelli, poi ho preso del
Cernit e l'ho fatto aderire bene, badando ad imprimere bene il Cernit all'altezza degli sportelli. Ho messo tutto in forno senza staccare il
Cernit per non deformare questa specie di stampo che ho fabbricato. Quando l'ho tolta dal forno ho passato tutto sotto l'acqua fredda, così tra l'acqua e il borotalco si è staccato tutto perfettamente. Avevo quindi uno stampino per gli sportelli. Su questa tavoletta con il negativo degli sportellini, dopo aver spolverato ancora un po' di borotalco, ho smatterellato del
Cernit nero dello spessore che volevo dare agli sportelli, e questa volta l'ho staccato dallo stampo, così l'ho sistemato per bene sulla piastra che uso per infornare, ed ho ritagliato sommariamente due degli sportelli senza toglierli dalla piastra. C'era sopra ancora un po' di borotalco, ma ce l'ho lasciato, e questo ha dato al nero una patina che lo fa somigliare molto al ferro invecchiato. Intanto ho ritagliato sempre nella sfoglina di
Cernit nero due cerchi di due misure differenti, leggermente più piccole di due guarnizioni tonde di gomma nera, quelle che servono come tacchetti o cose del genere, ed ho infornato sportelli e dischetti. Dopo la cottura ho rifinito il taglio intorno agli sportelli (era un po' troppo caldo, ma in quella fase si taglia molto meglio prima che indurisca) e ho lasciato raffreddare.
Con l'acrilico di un bel color bronzo ho dipinto le cerniere e le guarnizioni degli sportelli, e li ho incollati sul davanti della cucina in muratura che stavo fabbricando.
Sul piano invece ho incollato prima le due guarnizioni di gomma nera in corrispondenza degli sportelli, poi, sopra le guarnizioni, i due dischetti di
Cernit, dopo averli dipinti di bronzo. Finito. Ti assicuro che fa un gran bell'effetto...
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Io ho una stufa in ghisa e ceramica, e l'ho riprodotta nei mesi scorsi. Ho anche finito la stufa-camino degli gnomi, sempre con parti in ghisa.
Ho ottenuto dei risultati molto verosimili usando della carta vetrata a grana media, che ho dipinto con l'acrilico nero opaco: rende molto bene quell'effetto "granuloso" che ha la ghisa.
Per dare un po' di spessore agli sportelli, ho tagliato una sfoglietta di balsa da 1 mm delle stesse misure, dipinta in nero anch'essa, ed ho incollato la carta alla balsa e questa alla stufa: non ci si accorge di niente!
Lavandini in granito.
Per ciò che riguarda il color granito, secondo la mia esperienza, potresti agire in due modi:
1°- Per non sciupare i lavandini originali che devono essere molto belli, ricavi dal
Cernit uno stampo, almeno della parte superiore del lavandino, quella visibile, da mettere a cuocere ancora sul pezzo originale per non deformare il calco, tanto a 110° o 120° non brucia
né il legno né la ceramica; poi una volta freddo il calco ci premi dentro il Fimo color granito, ce n'è in tre tonalità e sono belle, e ti ricavi un nuovo lavandino senza perdere gli originali.
2°- Usi la Pasta Grezza di Idea Medium della Maimeri, mescoli una piccola quantità con un colore acrilico grigio chiaro e ci spennelli il lavandino (con un pennello vecchio
perché la granulosità potrebbe consumarne uno buono). Quando è tutto ben asciutto, col metodo dello spazzolino da denti ci spruzzi macchioline di grigio chiarissimo, quasi bianco, e poi nere o grigio scuro. Dovrebbe andare bene.
Lucidatura mobili.
La lucidatura serve ad ottenere una superficie liscia, protetta e
brillante. E ciò avviene utilizzando sia prodotti che creano uno strato sulla superficie del legno sia prodotti che abradono la superficie stessa in
modo così da ottenere un velo omogeneo e riflettente. L'aspetto opaco normalmente è caratterizzato dalle microasperità della superficie del legno.
E' importante per ottenere una buona lucidatura utilizzare prodotti che levigano la superficie rendendola liscia e prodotti che creano uno strato di
finitura lucida. Tra i primi si possono annoverare le carte vetrate, le pagliette d'acciaio i turapori, mentre tra i secondi le cere, gli oli, le
resine naturali e sintetiche.
Effettuato il primo passo, quello della levigatura della superficie da trattare, va preso in esame il tipo di lucidatura che si rende necessaria.
Potremo desiderare una finitura soffusa, oppure una lucidatura a gommalacca, o ancora una lucidatura con prodotti sintetici che può essere effettuata sia
a pennello che a spruzzo. Non sempre possiamo utilizzare un tipo di finitura al posto di un altro in quanto dobbiamo prendere in considerazione l'oggetto
che dobbiamo trattare. Se abbiamo davanti una credenza rustica, mal si
addice una lucidatura a gommalacca, mentre potremo optare per quella a cera.
Se possediamo un cassettone intarsiato del 700 non useremo certo una finitura a cera né
tanto meno una sintetica, ma sceglieremo una lucidatura a tampone con gommalacca. Se dovremo finire il tavolo di cucina potremo non
optare per la cera, poco resistente, ma per l'utilizzo di un prodotto sintetico.
Quindi la lucidatura di un mobile è un'operazione che va fatta in modo consapevole, tenendo conto del manufatto che stiamo trattando, del suo
valore e del suo uso. Inoltre, consideriamo che l'operazione di lucidatura è l'ultima della serie e come tale deve conferire al mobile quella bellezza e
quello splendore che altrimenti non potrebbe avere.