Tubi di ottone.
Per piegare un tubo di ottone ,ho vaghi ricordi di un tipo che mi sembra ci mettesse della sabbia ben pressata dentro e poi scaldandolo lo piegava
piano piano, la sabbia serviva per evitare che il tubo collassasse nella piega..
è passato molto tempo e non ci metterei una mano sul fuoco che fosse proprio
sabbia o qualcosa di simile..
Però , se la dimensione dovesse andare bene, ti consiglio di provare anche con le cannucce da bibita, quelle grosse che si
piegano. Io l'ho usata per una stufa e una volta dipinta con vernice di tipo metallico sembrava
un vero tubo con tanto di pieghe realistiche sul gomito...e
costa una sacco di soldi meno dell'ottone!.
Colla per metalli.
So che ci sono delle colle apposta bicomponente, oppure un
altro tipo che ho visto che si scalda con una fiammella tipo quella di un
accendino e crea una specie di saldatura. Non le ho mai provate e quindi non so
se vanno bene o no ...
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Purtroppo l'alluminio è un metallo che non si può saldare (almeno con gli
strumenti a disposizione di un hobbysta). Visto che hai già provato con diverse
colle, se la sezione è molto piccola l'unica adatta è la colla a due componenti.
Ne esistono di vari tipi, ma la più adatta per il tuo scopo è quella che
indurisce in 5 minuti.
Si usa così: estrai dai due tubetti la stessa quantità di colla (poca per
volta, perché quello che avanza, una volta indurito, non serve più) su un
pezzo di carta, amalgama bene i due componenti con uno stuzzicadenti, poi sempre
con lo stuzzicadenti la stendi sulla parte da incollare. Puoi abbondare in modo
che la colla faccia da rinforzo. E' molto importante che durante il periodo di 5
minuti durante i quali la colla indurisce i pezzi restino ben fermi tra di loro.
Aspetta poi almeno 24 ore che la colla indurisca completamente.
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Ho chiesto al mio papà per incollare l'alluminio e lui mi ha detto che devi usare della colla
epossidica (esiste in commercio da 5 minuti o da 30 o da 24 ore ,ma penso che 5 minuti vada
bene). Per poterlo incollare devi prima passarci della carta vetrata perché
altrimenti è troppo liscio,purtroppo essendo la latta usata per le lattine troppo sottile non è nemmeno possibile saldarla.
Scenic Water.
Si tratta di una gelatina trasparente che si scioglie a bagnomaria e può essere colorata con
gli acrilici. La cosa meravigliosa è che si può sciogliere quante volte si vuole - non è come la resina che una volta indurita non si
può più usare. La preferisco alla resina anche perché non è tossica, non fa fumi e non ha bisogno di precauzioni per l'uso.
L'unico problema è che è giallina di suo: questo la rende perfetta per il brodo, ma inutilizzabile per l'acqua. Secondo me è anche
migliore delle candele in gel perché non corre il rischio di incendiarsi mentre la si scioglie. Si può mescolare con qualsiasi
cosa (colori per vetro, acrilici, pezzetti di Cernit o Fimo, ...).
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Immaginavo che la Scenic Water nel microonde diventasse una fabbrica di puzza! Già solida non ha proprio un buon odorino....
Come si scioglie: in effetti, contrariamente a quello che si crederebbe, ci mette un po' a sciogliersi. Poi però si scioglie quasi
tutta insieme. Non bisogna avere fretta... quando abbiamo provato a usarla, con Cristina, l'abbiamo messa in un pentolino con l'acqua che
aveva cominciato a bollire, fuori dal fuoco però. Ci ha impiegato qualche minuto. In compenso, essendosi sciolta tutta insieme è
restata fluida per tutto il tempo necessario.
Legno.
Il legno è un bel problema se si vuole realizzare un bel mobile in colori naturali (noce, mogano o altre essenze) per le quali si usa un mordente per
colorare il legno (se il mobile è laccato o dipinto questo problema non si pone).
Certo l'ideale sarebbe realizzare un mobile usando il legno dell'essenza originale, ad esempio noce, mogano o ciliegio, ma se si riesce a trovare una
tavola di legno abbastanza sottile, non si trovano poi i listelli necessari. Per cui l'uso del mordente è l'unica soluzione per noi comuni mortali, a
meno di non mettersi a fare anche i listelli in proprio. In questo caso per l'intero mobile (tranne che per le fodere interne, come
al reale) bisogna usare sia per i listelli che per le parti piane lo stesso tipo di legno. Ogni legno ha le sue differenti caratteristiche, tra le quali
la porosità, che è la sua attitudine a impregnarsi di mordente. Se si usano ad esempio listelli di tiglio non si può fare il resto di ramino o obeche
perchè il mobile verrebbe di due differenti colori e tonalità. Quindi bisogna scegliere un legno in funzione dei listelli necessari che si
possono acquistare. Noi finora abbiamo fatto i nostri mobili in tiglio, è un legno buono, non
troppo duro ma resistente, facilmente lavorabile, prende bene il colore. Il "ramino" che propone Elisabetta ho uno spessore impossibile per i mobili,
5 mm sono troppi. Gli spessori necessari sono 1,5 - 2,0 e 3,0 mm. Inoltre non ci piace molto il ramino sia per la sua venatura che per la
consistenza. Anche la balsa, facilmente lavorabile, non è adatta per i mobili, al limite solo per la struttura di poltrone e divani che poi verrà
rivestita di tessuto. Il "Jelutong" è stata una sorpresa, ho visto i mobili realizzati con questo
legno e ci interessa provarlo, ma ancora una volta penso che dovremo ricorrere all'acquisto all'estero.
Trovo giusta la segnalazione di Manuela F. di cercare tra i mobilieri della
Brianza, ma bisogna avere il tempo per farlo e loro durante il weekend sono chiusi (bisogna andare nelle botteghe artigiane, non negli showroom).
Inoltre adesso i mobili sono tutti fatti con materiali sintetici, per cui le vere essenze vengono usate solo per l'impiallacciatura, quindi la ricerca
tra i mobilieri diventa sempre più difficile. Una considerazione finale: un bel mobile costa molte e molte ore di lavoro
(tra progettazione, taglio, incollaggio e soprattutto finitura), per cui vale la pena di investire qualche migliaio di lire in più nell'acquisto di
un legno di buona qualità piuttosto che lavorare pezzi di legno che poi daranno un risultato insoddisfacente.
Pasta "terracotta".
Volevo segnalare una pasta terracotta della Maimeri, fa parte della linea 'Idea
medium', è spalmabile sia a spatola che a pennello e, anche se fresca sembra più un omogeneizzato,
asciutta diventa più scura ma soprattutto molto solida. Ho provato a spalmarla su dei ditali per farne dei vasetti (come suggerito
da Piera) e sono venuti in effetti dei bei vasetti terracottosi. Sempre per i vasetti ho provato a terraccottare anche i cappuccetti che si
usano per le giunzioni dei fili elettrici, previa limata del fondo, e anche questi
possono fare la loro bella figura.
Matboard, gatorboard, ...
C'è una grande confusione sui termini "matboard, gatorboard etc." e anche quando a suo
tempo avevo io stessa chiesto delucidazioni agli inglesi e/o americani ne ricevetti definizioni diverse e contrastanti.
Generalmente comunque si tratta di cartoncino bianco piuttosto rigido di spessore variabile dai 2 ai 5 mm. La famosa miniaturista americana Brooke
Tucker usa questo materiale per la le pareti delle sue roomboxes. Si taglia con il cutter ma a fatica (nel senso che bisogna ripassare il
taglio più volte).
Resine.
La resina epossidica è perfetta per fare l'acqua, l'importante è, quando la si miscela con l'indurente,mescolarla molto lentamente altrimenti fa l'effetto acqua gassata.
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Le resine che io conosco sono : La resina epossidica bicomponente e la E-Z water ,la differenza fra le due è che la prima va usata a
freddo, bisogna miscelare i due componenti nelle giuste proporzioni,ha un aspetto cristallino per cui è adattissima per simulare l'acqua ,solidifica completamente in circa 12 ore. La seconda si presenta sotto forma di cristalli che vanno fatti sciogliere sul fornello ha un aspetto giallognolo per cui è più adatta per simulare liquidi colorati, solidifica molto più rapidamente ed ha un prezzo decisamente inferiore alla prima che però io personalmente preferisco
perché meno pericolosa da usare, anche se è pur sempre tossica non ci sono pericoli di schizzi e ustioni e poi asciugando più lentamente si ha più tempo per lavorarla.
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La resina per il fondo dei bicchierini penso che sia la "resina epossidica bicomponente".Si trova in tutti i colorifici, ferramenta, e la confezione migliore è quella a doppia siringa (costa circa 9.000). La siringa è doppia
perché la resina è composta da una normale resina e da un prodotto indurente. Purtroppo però indurisce molto velocemente e deve essere mescolata molto lentamente per evitare la formazione di antiestetiche bollicine. Penso però che per i bicchieri vada bene anche
perché è perfettamente trasparente
Fissare provvisoriamente gli oggetti.
Per incollare provvisoriamente gli oggetti, oltre alla pasta ortodontica ,
che va abbastanza bene però non si toglie troppo facilmente , c'è la UHU tac che è veramente favolosa
perché è riutilizzabile e non lascia nessun segno
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Riguardo alla pasta fissante per le mini, oltre a quella suggerita da Renata, forse riuscirai a trovare con più facilità in
qualsiasi negozio di bricolage o di fiorista una pasta verde modellabile con le dita, che si usa per fissare al fondo del
vaso le composizioni di fiori, quando per queste si deve usare un affare che si chiama "picfix", comunque i fioristi sanno bene
di cosa si tratta. La confezione si presenta come un rotolo di nastro biadesivo.
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Per fissare il mio colorificista o coloraio (insomma quello che ha il colorificio, comunque si chiami) mi ha dato una specie di pasta nera che si usa per il biedermeier, si presenta come un cilindro malleabile, lungo circa 10 cm e di diametro circa 1 cm, tra l'altro costa pochissimo (io l'ho pagato 800 lire); sinceramente non l'ho ancora provato, ma a vederlo così credo possa andare bene
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Mini-Hold (è una cera particolare in un piccolo vasetto rosso che serve, per l'appunto,
a fissare in maniera momentanea gli oggetti) credo si trovi sui vari cataloghi e forse anche in qualche negozio ma attenzione ai prezzi
perché, alla fine, secondo me, non è nient'altro che cera modellabile (infatti
quando fa un caldo come in questi giorni a Milano, CROLLA TUTTO!) Invece farei attenzione ad usare il mastice per fioristi perché
temo che macchi i colori chiari (?).
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Prova a vedere in qualche negozio di belle arti se hanno una colla della Talens chiamata Rubber Cement. Io l'ho usata
tempo fa e risponde perfettamente alla descrizione della colla usata da Sue, solo che non devi lasciarla asciugare prima di
unire le due parti. Non ricordo se avesse controindicazioni o incompatibilità con
certi materiali: per la carta e il cartoncino funzionava benissimo. Me la ricordo anche di consistenza piuttosto fluida, quindi
eventualmente spalmabile con una spatolina o col dito. E' una tipica colla da studio grafico, che si usava moltissimo una
volta quando non c'erano i computer, le impaginazioni venivano fatte a mano ed era tutto un gran taglia&incolla.
Mod Podge.
Il Mod Podge è una manna per tutti gli hobbisti e in particolare per noi. Ti riassumo velocemente le ragioni per cui ne sono
"innamorata". Innanzitutto, è a base d'acqua, quindi non è tossico e si pulisce
via con acqua e sapone finché non asciuga (dopo non lo togli più). Esiste sia mat (opaco) che gloss (lucido), ma quest'ultimo a me non
piace - non è abbastanza lucido. E' una colla fantastica per rivestimenti di carta perché non
macchia, non fa grumi e asciuga perfettamente trasparente. Inoltre irrobustisce la carta usata per rivestire e la impermeabilizza.
Utilissimo per incollare e proteggere insieme: pensa per esempio ad un mini-collage di mini-fiori secchi. Ne dai una mano sotto (per
incollare) e una sopra (per proteggere). Perfetto per il découpage, in qualsiasi scala.
E' un'ottima vernice protettiva trasparente, da usare: sopra i pezzi dipinti ad acrilici;
sopra le illustrazioni ritagliate dai giornali (come dice il barattolo, se lo applichi lasciando le pennellate visibili dona subito un'aria di
"dipinto" a una qualsiasi foto); sopra gli oggettini realizzati in cartoncino (come ad esempio dei
mini-bicchieri di carta, piatti, eccetera; o anche sui paralumi delle lampade, ecc.).
E' la mia vernice trasparente preferita da usare col Fimo. Come saprai, il Fimo reagisce male con la maggior parte delle lacche
trasparenti a base di solventi: semplicemente ritorna molle e appiccicoso (vero, Monica?). Bisognerebbe usare sempre e solo le
lacche apposite della stessa marca. Se vuoi ottenere un effetto superlucido (tipo pollo arrosto) non c'è scelta, devi usare proprio
il Fimo-lacquer Gloss. Ma per tutti gli altri usi il Mod Podge è 1000 volte meglio, perché esalta i colori del fimo, toglie l'aria
"polverosa" che qualche volta hanno i pezzi cotti e non si vede, perché non è lucido. Se ti piace fare, per esempio, quelle
divertentissime torte che poi tagli a fette per lasciar vedere il ripieno, una mano di Mod Podge è l'ideale per togliere lo
"sfarinato" che il taglio del cutter provoca sempre sul fimo cotto. Questo non l'ho mai provato, ma ho letto che serve anche per fare
le decalcomanie. Prendi un'illustrazione qualsiasi (basta che non sia una vera foto o stampata su carta lucida) e ce ne dai sopra parecchie
mani, almeno 5, l'una perpendicolare all'altra e lasciando sempre asciugare bene tra una e l'altra. Quando tutto è ben asciutto,
immergi l'illustrazione in acqua per sciogliere la carta. Il disegno dovrebbe essere rimasto catturato dal
Mod Podge e presentarsi quindi come una pellicola (decalcomania). Per incollarla dove vuoi, usa
altro Mod Podge.
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Mod Podge: ha diversi usi. A parte poterlo aggiungere ai colori acrilici per simulare
sugo, panna da cucina, etc, o da solo per fare ad es. l'albume d'uovo crudo, puoi usarlo anche dato a pennello come finitura sugli oggetti in
Fimo e Cernit. Esiste in due varianti: Matt e Lucido e l'utilizzo dipende dal tipo che hai. Ad es. quello lucido io lo uso sulle crostate di frutta
per simulare la gelatina, mentre quello Matt lo uso sull'uva per renderla leggermente lucida ma non troppo.
Mordenti per legno.
Spesso mi capita di fare dei lavori di restauro su vari mobili che acquisto per casa e quando hanno bisogno di essere trattati con il mordente, uso non già quelli pronti, ma acquisto le terre, se ne possono comprare pochi grammi e ce ne sono di tutte le tinte. Ovviamente per i mini mobili ne basta un pizzichino, che va sciolto o nell'acqua o nell'alcool, una volta dato con un pennello, il procedimento seguente e lo stesso che spiegato da Pierluigi. Queste polveri hanno il pregio di durare in eterno e se non le utilizzate tutte, le potete riporre e tenere da parte anche per anni.
Royal Coat.
Oggi ho fatto una capatina al mio colorificio preferito e chiaccherando di piastrelle il proprietario mi ha dato da provare un prodotto americano. Si chiama
"Royal Coat" - dimensional magic - della ditta Plaid. E' un gel trasparente che si pennella su qualcosa che si vuol fare diventare bombato. L'ho appena sperimentato su una piastrellina e l'effetto
è molto bello perché ora sembra una vera piastrellina di ceramica "cicciosetta" il giusto e solidamente vetrificata. Il flacone da 59 ml. costa 9.400 lire e, date le
quantità che si usano nelle mini, durerà a lungo per cui la spesa non pare eccessiva.
Gomma siliconica per stampi.
La gomma e la resina sono della PROCHIMA, la gomma si chiama GLS-50, è a due componenti che vanno miscelati e vulcanizza in qualche ora, il vantaggio e che tutto
ciò che devi fare è mettere il pezzo da riprodurre sin una scatolina poco più grande e colarvi la gomma sopra.
Per estrarre il campione poi considera che questa gomma si rivolta come un guanto e torna da sola alla forma da stampare.
Per la resina ne esistono due tipi, uno, che che io, figurati usavo per riprodurre particolari di mezzo millimetro, che si chiama Sintafoam sempre bicomponente che asciuga in pochi minuti, (molti dei pezzi commerciali sono fatti di questo
materiale), un altro tipo è trasparente, ottimo per bottiglie e vasellame. Tutti prodotti Prochima, li puoi trovare nei migliori negozi di
modellismo. Se non la trovi prova a telefonare alla ditta 0721897635, vedrai che risultati, Rosette per i soffitti, cornici,
etc. etc.
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Il materiale migliore con cui ottenere gli stampi è il silicone bicomponente liquido. Io utilizzo quello della Prochima che si
può trovare a Torino da Micromondi - c.so Montecucco, 129/7 - tel. 011-331983. Oppure
da L. Cullati Colori - Via Saluzzo, 33/a - tel. 011-6698133. Questo tipo di silicone riproduce benissimo anche i particolari
più piccoli.
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Ho comperato un lattice per fare stampi che si chiama Latex della Pebeo Gedeo. Il barattolo che ho acquistato io al negozio di belle arti costava 16.000 lire.
Si spennella sull'oggetto da riprodurre e una volta asciugato si toglie come un guanto di gomma. Dentro poi vi si cola la ceramica a freddo (che si acquista in polvere e si mischia all'acqua). Quella che ho io è della marca CWR e, oltre a quella bianca, c'è anche quella color terracotta. Ma credo ci siano molte marche in circolazione.
L'impiego che ho fatto io fino ad ora del lattice è stato questo: 1) bottiglietta - Avevo una bottiglietta di plastica trovata non mi ricordo più dove. Ho spennellato il lattice, l'ho lasciato asciugare e poi ho tolto la bottiglietta. Ci ho colato dentro la ceramica liquida e il risultato è stato buono. Siccome la bottiglietta era leggermente più grande della scala 1/12, ho riempito meno lo stampo e l'ho fatta più corta. Risultava un po' *cicciotta* quindi mi ha ricordato la bottiglia della Coca Cola. Detto, fatto! L'ho colorata di marrone, il tappo di rosso, ho trovato un printable ed ho fatto l'etichetta, poi ho dato una mano di vernice trasparente lucida.
2) pesce - Nella *sempre-in-lavorazione* cucina della cugina avevo assolutamente bisogno di riprodurre dei pesci ornamentali da appendere alla parete (riproduzione della vera collezione di mia cugina). Ho trovato un ciondolo di metallo a forma di pesce che sembrava fatto apposta. Così dopo alcuni tentativi mal riusciti finalmente ho creato lo stampo che è venuto bene. Adesso devo solo fare un po' di pesci da colorare in modo differente l'uno dall'altro e .... il gioco è fatto.3) vasetti - tentativo riuscito a metà. In cantina ho trovato dei vecchi ditali di mia nonna, quale migliore occasione per riprodurre dei vasetti in serie! Ho creato lo stampo e la prima colata è andata bene. Solo che lo stampo stesso dopo qualche giorno è dapprima diventato verde, poi si è *sciolto*. Credo che ciò sia dovuto al metallo che a contatto con il lattice ha creato una qualche reazione chimica. Proverò a rifarlo proteggendo il metallo, ma non so ancora con che cosa.
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In alternativa al Latex, sempre della stessa marca, c'è un altro prodotto che si chiama Siligum. E' bicomponente: si mischiano due tipi, si forma una pasta elastica con la quale si avvolge l'oggetto da riprodurre. E' forse un po' più solido del precedente, ma non ti so dire di più
perché non l'ho mai usato.
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Io l'ho provato e devo dire che funziona peggio di quello della Prochima perché indurisce in
pochi minuti e questo, insieme al fatto che non essendo liquido non segue perfettamente certi particolari della matrice, fa
sì che non sempre gli stampi riescono perfetti. Un altro problema che ho notato
è che lo stampo si può rompere facilmente dopo aver fatto poche colate, cosa che non
succede con il silicone della Prochima. Comunque se ti interessa, quello della Pebeo si trova (l'ultima volta che
ci sono andata l'avevano) da OBI al centro commerciale Le Gru di Grugliasco.
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Esiste un prodotto per proteggere gli oggetti da cui prelevare il calco, si chiama * alcool polivinilico *, è un liquido
trasparente, che una volta asciutto forma una micropellicola sull'oggetto, la quale resiste alle temperature ed ai solventi, si
toglie poi lavando con l'acqua; è purtroppo un prodotto per uso professionale, se nei pressi di casa tua esiste qualche cantiere
nautico o perlomeno qualche ditta che lavora la vetroresina puoi provare a
chiedere.
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Proseguendo con il discorso dei liquidi protettivi, credo che possa andare bene quello che tuo fratello usa per il modellismo; in
gergo si chiama "maskol" il suo nome è "micro mask" ed è prodotto dalla americana Microscale, non so se esistano prodotti di altre marche; a
dire il vero io a questo prodotto non avevo neanche pensato; non l'ho utilizzato direttamente, quindi devi provare, so che si può diluire con
acqua. Nei negozi di belle arti esiste però un prodotto specifico, in bombolette spray, ma neanche questo ho potuto provarlo. Io per piccoli
stampini fatti con la resina poliestere, in un momento che avevo terminato il polivinilico e non volendo attendere di portarmelo a casa
dal lavoro, ho usato lo spray lucidante per le piante, e ha funzionato, non so se nel tuo caso....prova
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Gli stampi si dividono in due tipi: intero o a doppia figura. INTERO ossia in un unico pezzo se non esistono sottosquadra,
DOPPIO se esiste un sottosquadra. E che cos' è il sottosquadra???? niente altro che una parte con un
lato molto pronunciato opposto al lato di estrazione. Facciamo un esempio per chiarirci le
idee... come se dovessimo fare un stampo per le lettere dell'alfaberto U e H. La lettera U non ha
sottosquadra perché una volta colata la resina la forma può fuoriuscire dallo stampo.
La lettera H ha sottosquadra e non può fuoriuscire dallo stampo se questo non si apre.
La preparazione dello stampo consiste nel creare un contenitore (legno,cartone) anche solo tenuto con del nastro adesivo di 1 cm
più grosso dell'oggetto da riprodurre. Posizionare l'oggetto (il tuo vasetto o la nostra lettera U con il fondo
ovvero dove il vaso appoggia) sul fondo del contenitore prima preparato. Un consiglio: fissalo con un pezzetto di biadesivo, in tal modo non si muove.
Prepara il silicone mescolando nelle giuste proporzioni la resina + il
catalizzatore; la miscelazione deve avvenire LENTAMENTE questo evita il formarsi di bollicine
che possono rovinare in fase di successiva colata il manufatto da riprodurre. Versa il silicone nel contenitore sempre lentamente fino a ricoprire di 1
cm il bordo del vasetto. Seguendo le istruzioni lascia polimerizzare il tutto per il tempo necessario ..
Considerando che il silicone è estremamente morbido, quando è completamente asciutto lentamente estrai il tuo vasetto e ti troverai una cava vuota
che non aspetta altro di essere riempita con le ......ceramiche a freddo, le
resine x colata varie......... Un po' più complessa è la realizzazione dello stampo doppio in quanto riprendendo
il nostro esempio della lettera H, occorre fare due stampi per una figura simile a metà lettera es.
1) I_I 2) _I_I chiaramente appoggiata sul lato lungo e in fase successiva si uniscono i
due stampi tenendoli fermi con del nastro e colando all'interno le resine varie.
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Anche a me le cose più sottili spesso si rompono, molto più con la ceramica a freddo che non con la
Marmorina. Per risolvere in parte il problema ,alcuni stampi io li taglio longitudinalmente per metà fino alla base in modo da rendere più facile
l'estrazione, tanto se il silicone dello stampo è abbastanza spesso il gesso non esce, resta se mai una piccola sbavatura che
andrà poi scartavetrata, se il silicone è sottile basta un giro di nastro adesivo per tenere insieme
il pezzo. Bisogna comunque non avere fretta i tempi di asciugatura sia della
Marmorina sia della ceramica a freddo , diventano più lunghi di quanto indicato sulle
confezioni , in quanto devono seccare chiusi in uno spesso strato di silicone.
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Per i sottosquadra non preoccupatevi troppo, per l'estrazione se risulta difficile tagliate senza pietà con un cutter tanto la gomma riprende comunque la forma iniziale, io ho effettuato stampi con sottosquadra terribili.
Piuttosto il problema è far arrivare bene la resina dappertutto, considera che si asciuga in due minuti, il trucco è quello di aggiungere con plastilina o stuzzicadenti, degli sfiati che le permettano di arrivare da tutte le parti.
Altra cosa utile è agitare il tutto prima che la resina si asciughi. Io utilizzavo un trucco, un contenitore dentro il quale mettevo lo stampo con la resina appena colata, e al quale levavo l'aria creando il vuoto, risultati garantiti senza bolle anche nei particolari più piccoli.
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Per preparare gli stampi in silicone è abbastanza leggere le istruzioni sul contenitore. Devi miscelare i due prodotti nelle percentuali indicate e poi colare il tutto sopra le forme che vuoi duplicare. Stai attenta a mescolare lentamente i due prodotti altrimenti si formano le bolle d'aria. Per quanto riguarda le forme da duplicare, devi metterle in un contenitore dalle dimensioni adatte e fissarle sul fondo con un po' di plastilina. Io ho usato i bicchierini di plastica che si usano per i
pic-nic. Nella scelta degli oggetti da duplicare, domandati sempre se la loro forma ti consente di estrarli quando il silicone si sarà solidificato, altrimenti rimangono bloccati all'interno e li puoi estrarre solo rompendo lo stampo. Lascia solidificare il tutto almeno una notte. Quando lo stampo in silicone si sarà solidificato potrai estrarlo dal contenitore e poi
estrarre l'oggetto che ti è servito da modello. A questo punto lo stampo è pronto per essere utilizzato per fare oggetti con la marmorina o con la resina di cristallo.
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Lo stampo di silicone diventa SUPER-ELASTICO e ti permette di estrarre oggetti dalle forme più diverse e strambe senza rompersi ne' rovinarsi. L'importante è che abbia uno spessore (da ogni lato) non
inferiore a 1cm, cioè, in altri termini, devi colare il silicone in uno stampo in cui l'oggetto da clonare dista dai lati dello stampo-contenitore più di 1cm.
Vernici trasparenti.
A mio avviso la differenza fondamentale tra flatting e vernice trasparente è
che quest'ultima è realmente trasparente e incolore, mentre il flatting è sempre un po' giallino, anche quello definito incolore.
Il flatting "incolore" va benissimo se devi "anticare" il legno, mentre la vernice va bene se devi solo proteggere, senza alterare il colore di base.
Ti informo che esiste anche una versione "all'acqua", molto comoda perché non richiede solventi e che asciuga molto in fretta, ma è solo in finitura
satinata, non lucida.
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Noi utilizziamo dei trasparenti acrilici (hanno il grosso vantaggio di essere inodori e atossici) sia della Pebeo che della Maimeri. Ne esistono sia lucidi che opachi, ce
n'è uno in particolare della Maimeri a base di cera che è proprio ottimo sia per i mobili che per i pavimenti.
Colla per legno.
Come colla per legno noi usiamo la DAP Weldwood, una colla acrilica gialla che
è carteggiabile. In passato l'abbiamo acquistata da MOVO, negozio di Modellismo a Milano. Guardati in giro tra quelli che vendono i kit per
galeoni e barche in legno. Altrimenti c'è in moltissimi cataloghi di ditte Inglesi.
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Io uso una colla per legno che ho trovato da Amati a Torino. E' americana, si chiama Titebond ed
è specifica per legno. Mi sembra che costasse sulle 15.000 lire (non ne sono sicura, l'ho presa almeno un paio
d'anni fa), però è una confezione abbastanza grande (230 ml) ed ha un sistema di chiusura intelligente quindi dura
a lungo nel tempo.
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Io uso la Pattex Legno Forte, che è appunto un Vinavil denso, asciuga rapidamente ed è tenace. Ma colle viniliche forti per legno se ne
trovano di varie marche, nei colorifici, ferramenta, supermercati. E' molto buona anche la Bison Balsa trasparente, una colla specifica per
modellismo. Ha un difetto, se così lo vogliamo chiamare: una volta asciutta non c'è più modo di scollare il pezzo, salvo romperlo. Le colle viniliche
invece, anche se tenaci, sono più "morbide".
Lamierino metallico.
Io ho scoperto che per fare oggetti metallici sagomati sono indicatissimi i coperchi a strappo
delle lattine. Sono sottili e si possono agevolmente tagliare con le forbici e piegare con una qualsiasi piccola pinza. Io ho realizzato badile, zappa,
scure per la legna (come manico, pezzetti di spiedino di legno), maniglie per i mobili e una scatola da biscotti.
Colle particolari.
Per fissare i lampadari al soffitto, o anche altre cose, come quadri o suppellettili, utilizzo una colla in tubetto,
che è praticamente del vinavil molto denso, praticamente una pasta; si chiama Bostik
Assembler, costa circa 6000 lire. Se il lampadario è però molto pesante, tipo quelli in stile, che sono di ottone, bisogna
sostenerlo fino al completamento dell'asciugatura della colla tramite un piccolo bastoncino appoggiato al pavimento e puntato sul lampadario.
Esistono anche altri tipi di colla simili, ma sono in confezioni più grandi e costose, comunque le cito per dovere di cronaca:
Bostik Construct, Attak Maestro e Pattex Fast.
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Io come colla tenace (a parte l'Attak Gel, che è sì tenacissima, ma asciuga troppo in fretta e non consente di muovere il pezzo) uso il Bison Balsa, una
colla trasparente specifica per modellismo, in tubetto. Si trova facilmente in ferramenta o nei grossi supermercati. Se ne stende un pochino su entrambi
i pezzi da incollare, si lascia asciugare un minuto, poi se ne aggiunge un goccino e si attacca.
Nel caso dei lampadari, se sono un po' pesanti, è ottimo il sistema del bastoncino puntato sul pavimento. Comunque asciuga molto in fretta, e non la
stacchi più nemmeno volendo.
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Ciao a tutti, io per incollare lampadari, applique e varie altre cose uso la colla a caldo, che viene venduta in stick da usare con l'apposita
"pistola". Il grande vantaggio di questa colla è che non si deve aspettare molto
perché si asciughi: si raffredda molto velocemente. Ce ne sono vari modelli, quella che uso io costa 11.000, compresi 5 stick.
Le trovate sia in ferramenta che in colorificio e anche nei vari Iper e centri commerciali vari...
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Per fissare i lampadari si potrebbe usare la colla removibile di cui parla Mara oppure la
Flexifix. Così se capitasse in futuro di sostituire i lampadari si potrebbe più facilmente agire, senza rovinare il soffitto.
Materiali per scrittura sottile in oro.
Per i pennarelli oro, argento e rame, esistono, nei negozi di modellismo dei pennarelli acrilici anche con punta di 0.3 mm; oppure
utilizzare colori acrilici (lifecolor, tamiya, vallejo, ecc.) ed un pennellino a punta 0 o 00. Altro trucco è quello di tagliare un pezzo
di nastro adesivo ed attaccarlo su un pezzo di vetro, piastrella o plastica; dipingerlo del colore adatto e poi, ad asciugatura avvenuta,
tagliarne una strisciolina di larghezza opportuna tramite un cutter ed una riga metallica; attaccare la strisciolina sull'oggetto da decorare
e quindi spruzzare o pennellare della vernice trasparente per uniformare il tutto ed evitare distacchi futuri.
Alle Messaggerie vendevano dei biglietti d'auguri e della carta da pacchi con le lettere dell'alfabeto, in stile un po'
"anticheggiante". Per intenderci, il biglietto era diviso in riquadri al centro c'era il disegno,
tipo aeroplano e negli angoli la A maiuscola e minuscola... se non ricordo male il tutto aveva anche un profilino color seppia per cui se esistono ancora ti
basta una fotocopia ridotta e hai già tutto il cartellone dell'alfabeto.
Carte da stampa.
Io ho stampato molti parati miei e in genere mi sono trovata bene con la carta "PRINT ON" della CANSON che si chiama "Canvas Textured Paper" ed esiste con varie strutturazioni. Questa carta ha una altissima resa dei colori, non è sottile come la carta comune ma neanche doppia come il cartoncino. I risultati sono veramente e belli.
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Io ho usato la carta Bright White della Kodak(risma da 500 fogli) che è più spessa della
normale. Il risultato è molto buono.
Plastica per modellismo (Plasticard).
Tempo fa qualcuno chiedeva quale materiale utilizzare per costruire una cucina moderna. Proprio ieri sono stata in un negozio di modellismo per barche e auto dove ho chiesto se avevano dei fogli di plastica rigidi, bianchi e di circa 2mm di spessore. Il venditore mi ha mostrato un materiale in plastica che si usa per le barche in miniatura, lucido, che assomiglia molto al materiale delle cucine moderne.
L'etichetta indica: ABS sheet white. C'è in diversi spessori: da 1mm, 1,5 mm, 2mm e oltre.
Ieri ho iniziato a costruire la cucina e sono molto soddisfatta del risultato (tenuto conto che comunque non sono un asso nella costruzione). Questa plastica si taglia con un taglierino abbastanza robusto. Basta passare con il taglierino un paio di volte, poi si piega la parte da tagliare in modo da staccarla completamente dal resto. Il risultato è un bel taglio netto e pulito. Si possono pure limare i lati con la carta
vetro. Le porte le incollo con del nastro adesivo.
Asfalto.
L'asfalto Busch è abbastanza realistico, anche se il colore non mi convince; c'è poi il fatto che non tutti i
rivenditori di materiali per modellismo lo tengono a negozio, quindi oltre al costo c'è anche il problema reperibilità; io proporrei di
utilizzare della carta vetrata fine (grana 400 o 600) da incollare e dipingere di grigio con l'uso di una spugnetta, nel
fermodellismo si usa e l'effetto mi pare buono, il costo anche; se si reperisce quella
per carteggiare ad acqua in uso presso le carrozzerie ha già anche un colore pressoché
identico all'asfalto.
Resina effetto-acqua (Prochima).
I vantaggi:
1) è una resina epossidica (non poliestere come la Cristallo, sempre della
Prochima), per cui non scioglie la plastica o il polistirolo (ottima, quindi, se si vuole realizzare un laghetto con sponde e sassi in questo
materiale...)
2) catalizza (indurisce) perfettamente anche in piccole superfici e spessori ridotti, senza restare appiccicosa
3) gli oggetti sono pronti da sformare dopo circa 14 ore
4) è estremamente trasparente, a patto che l'originale da cui si ricava lo stampo abbia una superficie perfettamente liscia.
5) non puzza!
Stucco per metallo.
Non mi ricordo chi cercava una colla che potesse attaccare i metalli, comunque io ho visto dal ferramenta/casalinghi un prodotto che si
chiama PRAXIT, è della AREXSONS, ed è uno stucco epossidico per metalli. Sulla confezione
c'è scritto che serve per riparare qualsiasi tipo di metallo, nel senso che tappa, unisce ecc. E' un rotolino di pasta scura, il ferramenta mi ha detto che si prende la
quantità desiderata, lo si ammorbidisce con le mani e lo si applica all'oggetto da riparare (o da incollare), indurisce e diventa come
metallo, e lo si può anche verniciare.
Colori per porcellana.
I colori x la porcellana a freddo (o x la ceramica)si comprano nei negozi di belle arti e sono
liquidi.. si possono utilizzare anche su vetro,legno ed altre superfici lisce..
ce ne sono alcuni che si possono cuocere anche nel forno di casa a circa 180°. Per i colori in polvere x la ceramica è
diverso.. io sono ceramista.. faccio molte cosine con la creta x le mie
roombox..... i colori vanno sciolti con l'acqua e dati sulla ceramica a 1° fuoco(o biscotto)..vanno poi passati con la
cristallina(procedimento un po' difficoltoso) e poi cotti in un forno speciale a 980°.
Prodotti per lucidare la resina.
Per lucidare la resina, è possibile utilizzare la normalissima pasta abrasiva per carrozzerie.
Viene venduta in confezioni da 250 grammi oppure in tubetto, in ferramenta ben fornite o negozi di autoaccessori; attenzione! non pasta per lucidare l'auto (per intenderci polish tipo "Rally") ma bensì pasta abrasiva; in genere è di colore bianco, cremosa e
granulosa. Utilizzare un panno pulito di cotone o dell'ovatta e strofinare ripetutamente fino ad ottenere la lucentezza voluta.
Una soluzione potrebbe anche essere quella di carteggiare l'oggetto con carta vetrata molto fine (grana 320-400) e verniciare il tutto con trasparente lucido (bomboletta spray).
Ceramica a freddo.
Polvere ceramica: trattasi appunto di una
polvere che deve essere sciolta in proporzione di 4 a 1 (circa) con l'acqua e
l'amalgama così ottenuto viene versato in stampi di plastica o silicone.
Catalizza in 5/10 minuti; il bassorilievo (o altro) si può rimuovere dallo
stampo dopo circa mezz'ora e asciuga completamente in 4/5 ore (i tempi sono come
sempre indicativi poichè dipendono dallo spessore dell'oggetto, dalla
temperatura esterna e dal grado di umidità presente). Una volta asciutto
l'oggetto può essere dipinto con colori acrilici o trattato con patine ed altri
prodotti; è comunque consigliabile passare una mano di turapori all'acqua).
Tutte le marche di articoli per hobbistica e belle arti producono la propria
polvere (Rayer, Prandell, Maimeri, la Marmorina di Prochima, il Kerolin Plus etc.):
personalmente uso e mi trovo bene con il Kerolin Plus.
Ceramica liquida.
Ceramica a freddo: esiste anche un tipo liquido che ho comprato da Hobbyland
a Legnano e si chiama Slip Fast.
Credo che sia l'equivalente sintetico e senza cottura della barbottina: quello
che in inglese si chiama SLIP, cioè ceramica liquida che si usa da colare negli
stampi di gesso per ottenere oggetti dallo spessore molto ridotto (tipo
stoviglie pregiate, parti di bambole, eccetera).
La procedura più o meno dovrebbe essere così:
si versa lo slip nello stampo, si attende il tempo giusto (per le miniature sono
pochi secondi), poi si rovescia lo stampo facendo uscire lo slip in eccesso, e
si pulisce bene il bordo dello stampo. Nel tempo di attesa il gesso dello stampo
ha assorbito il liquido, lasciando sulla superficie solo uno strato sottilissimo
di ceramica che, una volta asciutto, si sforma facilmente.
La ceramica liquida normale a questo punto va cotta: lo slip fast è pronto
così com'è.
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Ho fatto qualche prova con il prodotto della Hobbyland e funziona molto bene: è
l'ideale per produrre servizi di "porcellana" dallo spessore veramente
in scala, senza avere l'assillo di portarli a cuocere da qualche parte. Ho però
qualche osservazione da fare:
- la densità del prodotto allo stato liquido va controllata e bisogna fare
qualche colata di prova per capire se va bene o se è necessario allungarla con
un po' d'acqua: se è troppo denso lascia uno strato troppo spesso, anche con un
tempo di attesa ridottissimo;
- non si possono utilizzare gli stampi già pronti da usare con la ceramica
liquida normale (barbottina) perché durante la cottura la ceramica si restringe
e gli stampi ne tengono conto (sono quindi un po' più grandi del risultato
finale). Questi stampi si trovano in america e sono sicura che qualcuno ha un
indirizzo a cui rivolgersi per acquistarli per corrispondenza;
- l'aspetto finale degli oggetto così stampati non è proprio uguale alla
ceramica grezza, è un po' più plasticoso ma probabilmente dipingendoli il
problema scompare (io non ho ancora provato).
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Gli stampi per la ceramica liquida (slip fast o barbottina normale) devono
necessariamente essere di gesso, che è poroso, perché altrimenti non si può
verificare il processo di assorbimento dell'umidità-deposito delle particelle
solide. E' in questo modo che si crea uno strato di ceramica veramente sottile,
impossibile da ottenere diversamente.
Stampi in gesso per barbottina e Slip Fast.
Farsi gli stampi in gesso non dovrebbe essere molto difficile o diverso
rispetto a quelli in silicone; Gisella e io ne avevamo fatti un paio tempo fa,
ai tempi delle prime prove con lo Slip Fast, partendo da ciotoline e oggettini
che avevo sottomano. Costruisci una scatolina "a perdere" in cartone,
fissi l'oggetto sul fondo con l'apertura verso il basso e versi il gesso;
aspetti che indurisca, elimini il cartone e togli l'originale: tutto qua (sto
parlando degli stampi singoli, quelli a due valve lo sapete che mi creano un
sacco di problemi!). Al posto della scatolina puoi anche usare un bicchiere di
carta o di plastica usa e getta.
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Rispetto al silicone, il gesso presenta qualche svantaggio:
- i tempi di lavorazione sono ridottissimi: attenzione a non preparare, come ho
fatto io la prima volta, un litro intero di gesso, che indurirebbe tristemente
prima che tu abbia il tempo di colarlo in due stampi. Prepara ogni volta la
piccola quantità che ti serve per ogni stampo;
- gli stampi sono piuttosto fragili, soprattutto lungo i bordi: tendono a
sbrecciarsi e non resistono a molte colate. Per fortuna il gesso costa poco e
preparare gli stampi è un'operazione piuttosto veloce;
- se l'originale che intendi replicare ha una superficie porosa oppure opaca
(come per esempio il legno), potresti avere dei problemi ad estrarlo dallo
stampo: meglio spalmarlo prima con pochissima vaselina o sapone.
Un'ultima cosa: come probabilmente saprai già, per sciogliere il gesso
nell'acqua devi versare la polvere nel liquido e mai il contrario, pena
ritrovarti con grumi che neanche la polenta più taragna.... Anzi, per essere
precisi il gesso devi "cospargerlo" sulla superficie dell'acqua, non
versarcelo dentro tutto in una volta. So che ci sono delle proporzioni precise
tra acqua e gesso, ma non le conosco (le mie sono piuttosto "nasometriche"
;o) c'è qualcuno che ci può illuminare?
A proposito degli stampi già pronti, come ti dicevo so che esistono ma non so
proprio dove si vendano.
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Le proporzioni per fare stampi in gesso sono: 2 PARTI ACQUA, 3 PARTI GESSO:
versare a pioggia il gesso nell'acqua, farlo assorbire, amalgamare e
picchiettare il contenitore in modo che le bolle d'aria vengano in superficie.
Ideale sarebbe usare GESSO SUPERVENTILATO PER STUCCHI E CERAMICHE, in
alternativa usare GESSO ALABASTRINO (in ferramenta) perché più raffinato del
comune gesso. Gli stampi si fanno come ha descritto Mimma, per quelli a due
valve è un po' più complicato. Bisogna segnare la metà dell'oggetto che si
vuole riprodurre (ricordarsi che l'angolatura deve essere a 90°), contornarlo
di argille fino a questa metà e fare la colata di gesso. Dopo solidificato si
rivolta, si toglie l'argilla e si spalma sia la faccia superiore dello stampo
che dell'oggetto di vaselina. Si cola ancora il gesso e dopo che si è
solidificato si apre lo stampo: IMPORTANTE: fra le due parti di stampo prima
delle colate di gesso bisogna inserire una cannuccia per bibite o un legnetto
circolare per facilitare l'apertura e per poter colare la porcellana in un
secondo momento. Lo stampo deve essere almeno 2 cm in più della profondità
dell'oggetto che si vuole riprodurre e si deve far asciugare per almeno una
settimana in luogo fresco e ventilato prima di essere usato per la prima volta.
Forse non sono stata molto chiara, a volte è più semplice farle le cose che
descriverle.
Plastique Magique o Shrink Plastic.
Riguardo la Plastique magique, qui si chiama "shrink plastic" e si usa spesso per fare bijou o pins (spilline).
Non credo che i gradi di cottura siamo così importanti. Io l'ho sempre ristretta con un "heat gun" (sverniciatore).
Dato che la plastica è leggera bisogna tenerla ferma con un attrezzo metallico (o almeno qualcosa che non fonda!). Lo sverniciatore manda aria e la shrink plastic vola via.
Si può anche colorare questa plastica con i pennarelli o le matite però prima di farlo si deve carteggiare un pò.
I colori diventano molto più vivi dopo il restringimento.
Il procedimento è facile: carteggiare, disegnare, colorare, timbrare, tagliare la figura che sarà di misura più grande (mi pare che si restringa di un 40%), puntare lo sverniciatore et voilà! Un paio di secondi ed è fatta. Quando si restringe diventa durissima e più spessa (almeno un paio di millimetri).
Quella bianca dovrebbe essere ottima per fare piastrelle.
Effetto marmo.
Perché non fai "il marmo" con la pasta sintetica (Cernit o Fimo). Diventa molto realistico. Basta fare due rulli dei diversi colori del marmo e affiancarli. Adesso bisogna girarli, come i fusilli o gemelli
di pasta. Una volta ottenuto "il fusillo" devi stendere la pasta con il mattarello. In questo modo ottieni delle venature che somigliano molto a quelli del marmo. Se il risultato non è ancora sufficiente,
ripeti l'operazione. Quando stendi la pasta, prova a stenderla su una superficie tipo porcellana o vetro, cioè liscia come uno specchio.
Così facendo, il lato inferiore della pasta, cioè quello a contatto con la porcellana è già lucido come il marmo vero lucidato.
Devi allora tagliare la forma desiderata e cuocere il tutto a 130°C per circa 10 minuti sulla stessa porcellana in forno. Una volta
raffreddata completamente girando "il marmo" lo trovi lucido e perfetto.
Per ottenere "un piano di marmo" perfettamente dello stesso spessore basta mettere due listelli di legno oppure due bastoncini per spiedini a destra e sinistra quando si stende la pasta. In questo
modo la pasta non si può appiattire più dello spessore dei listelli e diventa perfettamente omogeneo.
Bunka.
E' esattamente il filo magico scoperto da Laura per fare parrucche e capelli. Si può usare anche per fare tappeti del tipo annodato (incollandolo
"piatto" su una base di telina e alternando i colori in base al disegno) e c'è chi lo utilizza per suggerire l'aspetto di fiori piccolissimi (tipo lillà per intenderci), incollandolo a pezzettini minuti su uno stelo.
Inoltre, senza srotolarlo è utilissimo come passamaneria piccina per bordare e rifinire praticamente di tutto.
Un'altra fonte di Bunka sono le frangette con cui una volta si bordavano i paralumi.
Colori acrilici.
Mio marito che dipinge figurini in scala 25 o 54 mm utilizza i Vallejo, che sono acrilici finissimi adatti soprattutto ai lavori di "precisione".
Avendo i pigmenti molto fini non presentano il problema comune a molti acrilici quando vengono diluiti con l'acqua: il formarsi di una goccia di colore ed acqua non ben amalgamata.
Sono i colori più usati dai pittori di figurini sia per le loro caratteristiche, sia per la
scelta della cartella colori.
Si possono trovare da Micromondi a Torino che vende anche per corrispondenza. Non
sono molto economici (Euro 2,12 per 17 ml) ma per fare lavori piccoli vale la pena di investire in colori di buona
qualità. L'indirizzo del sito è:
http://www.micromondi.com/html/colori.htm
Distaccante per stampi
Domanda: Volevo fare lo stampino di un oggetto decorativo, in gesso, ma ho il dubbio che il prodotto per realizzarlo lo possa rovinare. Non vorrei che l'oggettino assorbisse la resina e rimanesse macchiato,probabilmente bisognerà impermeabilizzarlo.
Risposta: Ti consiglio la vaselina, me l'hanno consigliata per la terracotta, ma presumo possa andare bene anche per il gesso.
Tintura legno.
Ti spiego il mio procedimento per tingere il legno.
Innanzitutto è necessario e fondamentale levigare ben bene il legno con carta vetrata abbastanza fine. Dopo aver tolto le tracce di polvere con un panno, tingo il legno con un colorante acrilico (la marca che uso è LIBERON) che sostituisce i mordenti all'acqua e permette di ottenere una colorazione abbastanza uniforme. Si applica col pennello o con la spugna e puoi dare varie mani a seconda dell'intensità del colore che desideri (esistono varie tonalità,dal noce chiaro a quello scuro,al mogano...)
Fatto questo, do un'altra leggera levigatina con carta vetrata fine e passo un fissativo turapori (sempre LIBERON) che è a base di gommalacca e non copre assolutamente le venature del legno lasciando inalterata la colorazione, anzi, dato il suo colore ambrato trasparente, la vivacizza dandole un tono più caldo. Questo turapori si lascia seccare per due ore circa e poi si procede levigando ancora e ancora con carta vetrata molto fine (400-600-800).A questo punto puoi decidere di dare una mano di cera o, se vuoi un effetto più lucido, puoi passare una vernice trasparente. Io, in genere opto per la seconda soluzione utilizzando uno smalto acrilico trasparente spray,
perché col pennello si formerebbero delle antiestetiche ''spennellate'' (scusa il bisticcio di parole!).
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Io uso il turapori solo se devo passare sul legno i colori acrilici o lo smalto. Si passa una mano di turapori, si lascia asciugare, poi si scartavetra e se ci si accorge che non è necessario passarne una seconda si prosegue nella decorazione con acrilici o smalti o qualunque altro tipo di vernici.
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Il mordente della GUBRA venduto in bustine l'ho trovato buono, economico e facile da usare. Bisogna sciogliere la polverina in acqua calda e aggiungere una goccia di ammoniaca. Non è tossico e dura una vita se lo conservi in un barattolo ben chiuso.
Per la finitura uso da un annetto un prodotto che è, a mio avviso, eccellente. Si tratta di uno smalto lucidante all'acqua effetto cera che ho acquistato in un Bricocenter.
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Io personalmente, per tingere il legno lasciando intatta la venatura, uso un mordente in granuli da sciogliere in alcol: ho il color noce medio, e basta diluirlo più o meno per ottenere diverse tonalità di
colore.
Poi passo tre o quattro mani di gommalacca (quella già pronta in bottiglia, chiamata "Bionda") con una passatina di paglietta di acciaio ultrafine tra una mano e l'altra, e infine lucido a cera d'api.
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Il flatting è troppo denso e "forte" per le miniature; se vuoi una finitura lucidissima ti conviene usare una vernice trasparente incolore ad acqua, dopo il mordente.
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Il turapori certamente nasconde le venature del legno, e si usa solo quando l'oggetto deve essere laccato. In questo caso, io uso le vernici per modellismo, che esistono in un numero infinito di colori,
in barattolini piccolissimi adatti ai nostri usi, ed essendo previste per impiego su metallo e plastica, sono molto coprenti, e non necessitano di turapori, ma solo di una buona passata di carta
vetrata finissima prima dell'uso.
Legno imbarcato.
Per il legno imbarcato inumidisci (poco) il legno, mettici sopra uno straccio ben teso, e sopra il tutto uno o più libroni grossi, che coprano tutta la superficie. Il legno va appoggiato al tavolo con la parte convessa all'insù.
Lascia stare il tutto per diversi giorni, finché il legno è bene asciutto. Vedrai poi che, una volta montata, la casa sta su bene: almeno, a me è successo così.
Stampi in silicone e modelli in cera.
La polimerizzazione del silicone sviluppa calore che farebbe deformare una cera tradizionale.
La cera della Prochima sarà sicuramente più adatta a questo scopo.
Resine.
Volevo dire che anch'io avevo il problema della resina appiccicosa, e l'ho risolto con l'acetone delle unghie, con un batuffolo di cotone imbevuto, lo passi bene, all'inizio ti si appiccicheranno tutti i pelucchi, però dopo un po' che sfreghi....
Gesso per stampi.
Ho visto che nelle tua ultima e-mail chiedi informazioni riguardo ad altri tipi di gesso oltre a quello alabastrino. Se lo devi usare per fare stampi in cui colare la barbottina credo che sia il
più indicato perché e' il più fine quindi quello che riproduce meglio i particolari. Se invece devi fare degli stampi in cui premere delle paste da modellare (tipo Cernit o Fimo) dovrebbe andar bene anche il gesso comune o scagliola (un pochino
più fine) che si trova in confezioni da 1 kg.
Taglio del cartongesso.
Cartongesso:
Il seghetto a mano (quello con archetto x intenderci) con lama x metallo con dentini molto fini va benissimo, la difficoltà e sicuramente nel realizzare strisce costanti di spessore, che nel tuo caso sono un po' piccole.
Il suggerimento di usare un righello metallico e un buon cutter è sicuramente
il migliore.
Posso suggerirti di fare tagli leggeri e progressivi,sino al distacco delle parti.
Il cartongesso é un materiale fragile quindi non disperare se il taglio presenterà delle irregolarità un comune stucco da pareti risolverà le anomalie.
Taglio della pietra.
Per tagliare pietra, cotto, ceramica si può ricorrere ai nostri livelli amatoriali a una lama al tungsteno.
In molte ferramente e centri Brico le trovi facilmente, si montano sul normale seghetto da ferro ; sono come aspetto
,anziché con i denti, dei cilindri di 2-3 mm ricoperti di particelle di tungsteno .
Il lavoro di taglio é un pochino più lento, di polvere in casa ne fai una cosa...
industriale... ma il risultato é sicuro.
Carta pesta.
Tipi di carta e colle:
La migliore carta da usare è quella dei quotidiani, meglio se hanno qualche
settimana! Per le colle invece si può utilizzare la polivinilica, che se
diluita con un po' d'acqua, può essere usata anche al posto della vernice.
La colla di farina:
100 gr.di farina - 2 l. di acqua, si fa bollire e va mescolata sino a
quando diventa tipo budino, si deve utilizzare calda per cui basta
riscaldarla a bagnomaria.
Per colorare gli oggetti creati si può usare qualsiasi tipo di colore,
oppure si possono ricoprire con carta colorata o in decoupage, ma prima di dare il colore vi conviene passare una mano di idropittura bianca.
Metodi:
1) Per lavori grossolani si usa la carta messa a mollo e incollata.
Strappate a mano (non tagliatele) tante striscioline di carta, che
metterete per qualche minuto a mollo in un catino con acqua e un po' di
colla vinilica.
2) per modelli delicati, si usa la polvere di cartapesta.
Prendete i pezzi di carta e metteteli per almeno 1 notte a mollo poi fateli
bollire per circa 20 minuti.
Eliminate l'acqua e cercate di pestare la carta (da qui la parola
carta-pesta), con la polpa ottenuta fate tante pallottole che farete
seccare ed una volta asciutte perfettamente dovrete grattarle sino a farle diventare polvere!!
Al momento di utilizzarla: 3 parti di polvere, 2 di colla (vinavil o quella
di farina), 2 di gesso, acqua quanto basta perché assomigli alla plastilina!!
3) per lavori solidi è utile la poltiglia di carta ottenuta dopo la
bollitura, dovrete unirci colla e gesso, purtroppo io lo faccio a occhio e
non so dirvi le quantità, ma direi sulle dosi che vi ho dato prima di usare un paio di cucchiai per la colla e un paio per il gesso.
Ecopelle.
Io ho recentemente fatto un po' di esperimenti con la pelle, e devo dire che reperire il materiale è tutt'altro che facile.
La finta pelle tra l'altro pone qualche problema in più, perché non sempre si riesce a incollare bene. In ogni caso, se il lavoro che devi fare è piccolo, puoi ricavare la "pelle" dalle copertine delle agende. Se la strappi via piano ottieni una pellicola molto sottile, adatta a parecchi lavori.
Io ho provato con una finta pelle di questo tipo: il retro si è incollato facilmente ad un supporto con della colla vinilica, mentre per incollarla "dritto contro dritto" ho dovuto usare l'Attak, o non teneva.
Ho visto in giro anche dei panni in microfibra che sembrano pelle scamosciata; nei supermercati, nel reparto auto, ce ne sono di colore adatto ma non ho mai provato ad usarli, e non so se si incollino con facilità. Non è però un materiale sottilissimo, potrebbe andare bene solo per gli oggetti più grandi.
Meglio ancora la pelle vera, anche se è difficile trovarla. Io ero riuscita a trovarne qualche ritaglio dal calzolaio, oppure a ricavarla da vecchie buste in pelle (di mio nonno!).
Plexiglas.
Vorrei passarvi una cosa che ho letto tempo fa a proposito del plexi
tornito:
per farlo diventare trasparente come vetro, provate a spennellarlo con una vernice trasparente lucida, come per esempio lo smalto da unghie. E' una dritta della LindenSwiss, azienda americana che produce e vende bottiglie, bicchieri e barattoli fatti proprio con il plexi tornito.