Attrezzi

 

 

Utensili elettrici.

Ho visto una macchina utensile per uso hobbistico della Unimat che non mi è sembrata male... è modulare e può essere trasformata in seghetto alternativo, tornietto o fresa. Il tutto per un costo totale di 600.000 lire nella versione completa e 350.000 circa per la versione ridotta. Considerando che comprende anche il trasformatore, il prezzo è buono (comparato anche con i prezzi della Minicraft).
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Ho letto sulla tua ultima mail del sistema modulare della Unimat, io ce l'ho e con tutta sincerità ti devo dire che purtroppo sono soldi sprecati, perché dopo un utilizzo anche non eccessivo non sta più insieme, specialmente quando lo usi come tornio e spingi con l'utensile un po' più del dovuto il pezzo che stai lavorando salta fuori e così rimane inutilizzabile. Nulla toglie che se ci fosse qualcuno che volesse spendere poco e non avesse molte pretese può acquistarlo, un posto dove sicuramente lo vendono è la Hobbyland di Legnano (MI). 
Se vuoi utilizzare degli utensili veramente seri e professionali devi usare Minicraft o Dremel, altrimenti esiste in commercio un ottimo tornietto della Mantua Model (abbastanza caro, circa 250.000 lire).
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Seghetto alternativo e altri "attrezzi" elettrici: che bella domanda!!! Farebbe impazzire un mio amico americano!!! Comunque, ti risparmio l'interminabile lezione alla quale ti sottoporrebbe lui per dirti -concisamente - che se per seghetto alternativo intendi quello della Minicraft, Deka o, ancor meglio, DREMEL che sembra un seghetto da traforo (ossia con il braccio lungo) ma è munito di motore, va benissimo per i tagli liberi (curve, disegni etc. insomma NON dritti). Se, al contrario, devi tagliare dritto hai bisogno necessariamente di una sega da banco per modellismo (sarebbe anche meglio NON da modellismo perché riusciresti a tagliare spessori più alti, ma poi il problema è che qui da noi non riusciresti a trovare i dischi per il legno sottile (denti finissimi)). Entrambi sono utilissimi (anche con il seghetto alternativo "potresti" tagliare dritto ma dovresti fare due guide) ma, come ti dirà qualcuno, volendo, si fanno capolavori anche con quelli manuali. Invece, ti sconsiglio vivamente - per le miniature - quello che solitamente in Italia viene chiamato "seghetto alternativo": che dovrebbe essere quello che si impugna e si spinge sulla superficie da tagliare con la mano. 
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I migliori attezzi per il nostro hobby sono della Dremel e della Proxxon. Anche se costano qualcosa in più di altri attrezzi giocattolo, durano una vita e l'investimento per un buon utensile o attrezzo è la miglior cosa che si possa fare. Io ho acquistato un trapano Dremel più di 30 anni fa e funziona ancora perfettamente (certo i nuovi sono più moderni, ma le funzioni sono sempre le stesse). Non serve solo a forare ma può montare frese, dischi abrasivi, dischi per lucidare, spazzole etc. Ho poi una piccola sega circolare della Proxxon, anche questa funziona egregiamente anche se ho dovuto autocostruirmi alcuni accessori per fare dei tagli netti. La sega circolare fornita con l'attrezzo va cambiata con una con denti più fini e sottili. Ricordo che i migliori mini attrezzi necessari ai nostri lavori (pinzette, limette, tronchesini) si trovano nei negozzi che forniscono i laboratori di oreficeria. Io mi trovo bene da Dal Trozzo in via Albricci a Milano (proprio vicino al vecchio rudere romano che è in piazza Missori).

Attrezzatura base.

L'atrezzatura base iniziale per questo hobby credo fosse composta da: seghetto da traforo manuale, riga di metallo, vari cutters, forbici, colla universale e per il legno, carta vetrata di varie grammature, base di taglio (sai quelle verdi che non si rompono, anche se io, all'inizio, in verità, usavo fogli di cartone sovrapposti) colori acrilici, tinte per legno, cera. Poi, ovviamente, dipende da cosa si vuole fare, perché, per esempio, se volessi lavorare le paste sintetiche e/o la carta e/o la pelle e/o la stoffa e/o (l'elenco potrebbe essere infinito...) l'attrezzatura cambia. Noi per incollare i mobili in legno usiamo una colla gialla acrilica che si chiama "DAP WELDWOOD" che troviamo nei negozi di modellismo qui a Milano. Rispetto al Vinavil ha il vantaggio di essere carteggiabile e non "gommosa". Ricordiamo che il legno, se trattato con il mordente, va tinto prima dell'incollaggio altrimenti il colore non penetra dove c'è la colla e la superficie rimane macchiata. Se invece lo dipingi con colori acrilici questo problema non si pone.
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Per lavorare il legno la base è un buon seghetto da traforo, con quello a mano si possono fare alcuni particolari, ma almeno una sega elettrica circolare occorre. Se poi vuoi spendere qualcosa in più il seghetto alternativo elettrico è di grande aiuto, ma bisogna farci la mano. Marche: Proxxon e Dremel sono le migliori. Poi carta vetrata di tutte le grane, soprattutto quelle finissime per rifinire bene, colla per legno acrilica (quella gialla), trapanino a mano per i fori, mordenti per legno, gomma-lacca, etc. 

Punte da trapano.

Tempo fa convivevo con una ragazza che disegnava e relizzava gioielli. Per un corso a scuola aveva progettato dei ciondoli in oro bianco e piccoli sassi di fiume. All'epoca mi aveva spiegato che l'unica cosa con cui riusciva a bucare i sassi per benino erano le punte del trapano che il suo dentista le aveva regalato dopo insistenti richieste.
Ricordando questa cosa tempo fa le avevo chieste anche io al dentista e poi le avevo mollate li, fino a stasera. Volendo infatti bucare il fondo dei miei vasetti come quelli veri, ho rispolverato le punte del dentista e i buchini vengono perfetti!!! Non solo, ma con mano molto ferma e facendo un po' di pratica, si riesce a creare delle semplici incisioni sulla fascia del vasetto... cose davvero semplici tipo piccoli pallini incavati e piccole fogline sempre intagliate! Le punte sono davvero sottilissime!
Magari ci sono delle punte apposta per il mini trapano, visto che ci fanno anche le incisioni, ma sono contenta lo stesso della scoperta. Rispetto alle punte normali sono un po' corte, ma si riescono a bloccare perfettamente.
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Visto che alcune persone sembrano interessate a tentare questo mezzo poco ortodosso ci terrei a fare qualche precisazione. Io le uso su un trapanino da modellismo,precisamente su uno della Mantua Model.  Non ho avuto modo di verificare se sul Dremel vanno bene, ma penso di si, perché spesso scambio le punte con quello del mio ragazzo senza particolari difficoltà.
Sul trapano grosso non si possono usare, perché  sono davvero molto corte  rispetto alle fresette normali... basta pensare alle dimensioni del trapano dei dentisti... 
Vorrei inoltre specificare che le ho usate solo su piccoli sassi, oggettini realizzati in ceramica a freddo e das. Non penso proprio però che possano sostituire le normali fresette per il legno, che tra l'altro sono in vendita in ogni dimensione possibile.

Saldatori.     

Comprati il saldatore, il filo di stagno, e non dimenticare il barattolino di acido in pasta, che serve in certo qual modo a sgrassare le superfici da saldare ed a favorire l'adesione dello stagno. La pasta la devi passare con un pennellino in uno strato leggero sulle superfici da unire. Però non tutti i materiali sono saldabili, non ho mai approfondito la ragione, ma bypassando la teoria ed applicandosi solo alla pratica, fornisciti anche di pasta adesiva modellabile, tipo il "Ripara Express" della Pattex, che supplisce magnificamente alla riluttanza di alcuni metalli ad aderire allo stagno: fai una piccola pallina, modelli la giunzione, aspetti che asciughi (pochissimi minuti) scartavetri, dipingi se è il caso con l'acrilico metallizzato, ed è fatta, il risultato alle volte è migliore della saldatura. Io così sono riuscita a fare un magnifico letto d'ottone '800, proprio da vera falsaria.
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La saldatura che stiamo considerando é quella detta" a stagno". I fili che hai visto in quei rocchetti  sono esattamente dei capillari perché al loro interno hanno già la pasta disossidante, che come consigliato devi anche comperare a parte.
La saldatura a stagno non sviluppa alte temperature ed è per questo motivo che non si possono saldare particolari molto grandi.
Cerco di spiegare meglio il concetto: perché lo stagno possa aderire al metallo,questo deve raggiungere una temperatura adeguata ,va da se che x piccoli particolari sia possibile scaldarli a sufficienza cosa non possibile per grandi superfici.
Avrai notato che di questi saldatori ne esistono di varie dimensioni.. precisamente la dimensione della punta saldante......e dal wattaggio segnato sulle caratteristiche.
Watt=Potenza sviluppata
esistono saldatori piccolini che sono adatti x saldature elettroniche 15-50W, altri un pochino più grandicelli 80 100 200 W questi sono quelli da preferire perché sviluppano più calore.
I materiali che si possono saldare a stagno sono:
RAME OTTONE ALLUMINIO E LAMIERINO DI FERRO 
La tecnica é quella di pulire molto bene le superfici, sgrassarle con solventi (acetone) o carteggiarle con le comuni carte abrasive (ove possibile) applicare un po' di pasta disossidante poi scaldare con la punta del saldatore le parti (che devono essere bene a contatto...lo stagno non fa molto da riempitivo) solo quando le parti sono calde si avvicina il filo di stagno.
Nel caso contrario lo stagno si deposita sulla punta del saldatore caldo ma non si trasferisce sul materiale.

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